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CLARA MOSCHINI

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Usa: cibi ultraprocessati "innocenti"

Respinta la causa di un giovane che aveva citato in giudizio 11 colossi del food

Negata l'esistenza di un nesso giuridico tra diabete di tipo 2 e steatosi epatica e l'assunzione di determinati prodotti alimentari industriali.

Negli Usa, i cibi ultraprocessati trionfano in tribunale. E' avvenuto a Philadelphia, dove un giudice federale ha respinto una causa intentata da un giovane nei confronti di undici aziende del food&beverage. L'accusa rivolta nel dicembre 2024 da Bryce Martinez, al tempo appena 18 anni, riguardava danni alla salute - nello specifico diabete di tipo 2 e steatosi epatica - del ricorrente, già durante la sua adolescenza, a causa del consumo di cibi ultraprocessati.

Martinez sosteneva che le aziende Kraft Heinz Co., Mondelez International, Post Holdings Inc., The Coca-Cola Co., PepsiCo Inc., General Mills Inc., Nestlé Usa Inc., Mars Inc., Conagra Brands Inc., Kellanova (ora parte di Mars) e WK Kellogg Co avessero prodotto "prodotti alimentari irragionevolmente pericolosi e non avessero avvertito i consumatori dei rischi noti associati agli Upf".

Secondo il giudice federale, tuttavia, non sussiste alcun nesso di casualità dimostrabile tra il consumo di detti prodotti e le patologie sofferte da Martinez. L'aumento del consumo di cibi ultraprocessati e la crescita dei casi di diabete e steatosi nei giovani rappresenta una correlazione ma non prefigura alcuna responsabilità legale. Non è dunque possibile dimostrare quale delle aziende chiamate in giudizio siano responsabili del danno alla salute del ricorrente. Al contempo, negli Usa, i cibi ultraprocessati sono riconosciuti e approvati sul piano normativo, alla stregua di qualunque altro alimento.

La Consumer Brands Association ha accolto con favore la sentenza nel caso Martinez, con il direttore operativo e consulente generale Stacy Papadopoulos che ha osservato come “i marchi di fiducia delle famiglie americane aderiscano a rigorosi standard di sicurezza basati su dati scientifici e sulla valutazione del rischio, stabiliti dalla Fda. Consumer Brands", aggiunge Papadopoulos, "rimane impegnata a collaborare con i responsabili politici, gli enti regolatori e gli esperti di salute pubblica per promuovere politiche complete, basate su dati scientifici oggettivi e comprovati, che garantiscano la sicurezza, l'accessibilità e la convenienza degli alimenti".

"Nonostante gli sforzi federali per promuovere uno stile di vita sano nel corso dei decenni e le presunte numerose ricerche che dimostrano gli effetti dannosi della trasformazione degli alimenti, gli alimenti ultra-processati (Upf) non costituiscono, di per sé, una categoria di prodotti regolamentata dalla legge", ha scritto il giudice federale Mia Roberts Perez nella sua sentenza del 30 giugno. "In altre parole, gli Upf e i loro produttori sono soggetti agli stessi standard legali di qualsiasi altro prodotto alimentare, trasformato o meno".

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EFA News - European Food Agency
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