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CLARA MOSCHINI

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Heineken. Aperitivo: un rito evergreen sempre più "analcolico"

Cresce il desiderio di socialità tra i giovani, secondo modelli all'insegna di sobrietà e inclusività

Il bar continua a rappresentare un punto di riferimento per gli incontri, ma la scelta del luogo non è mai casuale. In questo contesto, mantiene un ruolo centrale nella cultura italiana: è il luogo in cui gli incontri nascono spontaneamente, le relazioni si consolidano e la convivialità prende forma nei piccoli rituali quotidiani. Una dimensione raccontata anche da "Praise the Bar", la webseries di Heineken dedicata ai pub e ai bar come luoghi di incontro e connessione. Dopo il debutto internazionale, il progetto è arrivato anche in Italia con un episodio ambientato nel cuore di Trastevere, a Roma, dove protagonista è "Meccanismo", evoluzione contemporanea dello storico "Café Friends", a testimonianza del ruolo che il bar continua a ricoprire nella vita delle comunità (leggi notizia EFA News).

Secondo uno studio dell'Osservatorio Permanente Together Lab di Heineken, realizzato in collaborazione con lo Iulm di Milano (leggi notizia EFA News), accanto alla socialità fuori casa cresce anche quella domestica. Nel 28% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i 25 e i 35 anni, la casa emerge come uno spazio sociale scelto e valorizzato per condividere momenti di qualità con amici, partner o coinquilini. Pizza, film, giochi da tavolo, aperitivi home made e cene in compagnia non vengono raccontati come un ripiego, ma come una modalità autentica di vivere la convivialità. La casa non sostituisce l'uscita: è uno dei luoghi della socialità contemporanea.

L'aperitivo si conferma il rito simbolo della convivialità contemporanea: quasi il 20% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 25 anni, lo racconta come uno spazio di relazione, appartenenza e condivisione, più che come un semplice momento di consumo. Dalle conversazioni online emergono due anime complementari: da un lato la cura dell'estetica, della location e della proposta gastronomica, dall'altro la ricerca di esperienze più spontanee, accessibili e autentiche, in risposta alla pressione della performance. In questo scenario, anche il cibo assume un ruolo sempre più centrale come linguaggio della socialità: nel 10% dei contenuti, in particolare tra i 25 e i 35 anni, preparare ricette insieme, sperimentare nuovi ingredienti e condividere esperienze gastronomiche diventa un modo per costruire relazioni, in equilibrio tra tradizione e innovazione, sapori di casa e nuove contaminazioni. Parallelamente, emerge un altro cambiamento culturale destinato a ridefinire i rituali dello stare insieme: per il 12% dei giovani, soprattutto tra i 18 e i 24 anni, la moderazione non rappresenta più una rinuncia alla convivialità, ma una scelta consapevole legata a benessere, equilibrio e libertà personale. Le opzioni analcoliche entrano con naturalezza negli stessi momenti tradizionalmente associati al consumo di alcol, delineando una socialità più inclusiva, nella quale ciascuno può partecipare secondo le proprie preferenze senza sentirsi escluso o giudicato.

"La ricerca ci mostra che i giovani non stanno rinunciando alla socialità, ma ne stanno ridefinendo i rituali. In un terzo delle conversazioni, il weekend resta il momento privilegiato dello stare insieme (32%), ma sempre più spesso si divide tra esperienze fuori e dentro casa; cresce il valore dell'aperitivo come occasione di relazione e appartenenza e, soprattutto, emerge una nuova idea di convivialità, più autentica, flessibile e inclusiva, in cui anche la moderazione trova spazio senza compromettere il piacere di condividere momenti con gli altri. La socialità oggi non segue quindi modelli unici, ma si costruisce intorno a esperienze sempre più personali, autentiche e inclusive. Per i brand questo significa, prima di tutto, saper ascoltare: comprendere come evolvono i rituali dello stare insieme, quali linguaggi adottano le nuove generazioni e quali valori attribuiscono ai momenti di convivialità. Solo così è possibile costruire un'offerta capace di essere rilevante nella vita delle persone", dichiara Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia.

"Per Heineken Italia questo significa continuare a interpretare i cambiamenti culturali restando vicini alle persone e al loro modo di vivere le relazioni. Da sempre accompagniamo i momenti di socialità e convivialità delle persone e continuiamo a evolvere insieme alle nuove generazioni, interpretandone linguaggi, passioni e sensibilità. Per questo sviluppiamo un portafoglio capace di accompagnare occasioni di consumo sempre più varie e diversificate, rispondendo a esigenze differenti, comprese quelle legate alla moderazione, con referenze come Heineken 0.0 e Moretti Zero. Il nostro obiettivo è continuare a parlare alle persone attraverso i nostri brand con linguaggi credibili, inclusivi e coerenti con il modo in cui oggi vivono la convivialità. Le nuove generazioni", conclude Filippi, "ci chiedono meno performance e più autenticità: essere culturalmente rilevanti non significa occupare la scena, ma entrare con naturalezza nei momenti che contano davvero”.

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EFA News - European Food Agency
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