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CLARA MOSCHINI

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Intesa Sanpaolo-Srm: economia portuale determinante per l'Italia

Nel 2025, movimentati 511 mln ton merci, in crescita del 3,5%

Srm, Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, ha presentato il tredicesimo Rapporto Annuale Italian Maritime Economy, intitolato Stretti e rotte marittime nel nuovo scenario globale. Le crisi dello Stretto di Hormuz, del Mar Rosso e del Canale di Suez, insieme alla riorganizzazione delle catene globali del valore, stanno modificando la geografia del commercio mondiale e il ruolo delle grandi rotte marittime. In questo scenario, porti, shipping e logistica diventano sempre più decisivi per la competitività dei sistemi produttivi e per la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il Rapporto analizza questi fenomeni attraverso l’evoluzione degli scenari geostrategici, la trasformazione dei traffici marittimi, il ruolo dei nuovi corridoi logistici - tra cui l’Imec - e la crescente centralità del Mediterraneo come piattaforma di collegamento tra Europa, Asia e Africa. Particolare attenzione è dedicata all’Italia, al contributo della Blue Economy, alla performance dei porti e al ruolo dell’intermodalità ferro-mare. La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto movimentare più merci, ma connettere meglio porti, reti ferroviarie, infrastrutture, aree produttive e mercati internazionali. In questo quadro, investimenti, ultimo miglio, digitalizzazione degli scali e nuove normative ambientali europee rappresentano leve decisive per rafforzare la competitività del sistema logistico-portuale italiano.

Tra gli highlights del rapporto, emerge che dallo Stretto di Hormuz transitava il 37% del commercio mondiale di greggio; la quasi chiusura ha coinvolto volumi pari al 10% della produzione mondiale di petrolio.  Carrier e operatori logistici hanno risposto alle crisi con deviazioni, transhipment e rotte alternative.

Nel 2025 l’import Usa dalla Cina è sceso del 30%, mentre quello dai Paesi Asean è cresciuto del 29%. La Cina compensa il calo degli scambi con gli Usa aumentando le esportazioni verso Africa (+25,8%) e Sud-Est asiatico (+13,4%).

Nel 2025 i principali porti container dell’area hanno superato i 72 milioni di Teu, con una crescita del 5,9%.Il Mare Nostrum guarda al 2030. Il traffico container mediterraneo è previsto in crescita del 15% nel prossimo quinquennio, sopra la media mondiale. Nel 2025 il commercio estero italiano ha superato 1.200 miliardi di euro, con un export pari a 643 miliardi. Via mare si muove circa un quarto dei nostri scambi internazionali in valore. I porti italiani superano quota 500 milioni di tonnellate.

Nel 2025 le Autorità di Sistema Portuale hanno movimentato 511 milioni di tonnellate di merci, in crescita del 3,5%. Container e Ro-Ro trainano la crescita degli scali. I container raggiungono 132 milioni di tonnellate, il Ro-Ro 122 milioni, con tutti i principali segmenti in aumento. Il nostro Paese movimenta 304 milioni di tonnellate e detiene una quota di mercato del 15,6%.

“Il tema scelto da Srm per il Rapporto di quest’anno – Stretti e rotte marittime nel nuovo scenario globale – coglie con grande efficacia una delle sfide più rilevanti del nostro tempo", ha dichiarato Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo. "Mai come oggi il mare rappresenta una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’evoluzione dell’economia mondiale. Le rotte marittime, i porti, gli stretti strategici e le infrastrutture logistiche non sono soltanto elementi del sistema dei trasporti: sono i luoghi nei quali si intrecciano commercio internazionale, sicurezza energetica, politica industriale e nuovi equilibri geopolitici. In definitiva, una parte rilevante della competitività dell’Italia si gioca proprio sull’efficienza e sulla capacità del suo sistema logistico-portuale, infrastruttura essenziale per sostenere crescita, apertura internazionale e resilienza economica”.

"In questo scenario il Mediterraneo conferma una centralità strategica crescente: nonostante le tensioni su Suez e Hormuz, resta una piattaforma decisiva di connessione tra Europa, Asia e Africa", ha detto da parte sua Massimo Deandreis, direttore generale Srm. "Per l’Italia, grande Paese esportatore e manifatturiero, porti, shipping e logistica sono infrastrutture economiche essenziali, non solo nodi di transito. La competitività del sistema produttivo passa dalla capacità di connettere meglio scali, reti ferroviarie, aree industriali e mercati internazionali. I porti italiani, con oltre 500 milioni di tonnellate movimentate e investimenti rilevanti su ultimo miglio, digitalizzazione e accessibilità, possono diventare uno degli strumenti più forti per sostenere crescita, resilienza e proiezione internazionale dell’economia nazionale”.

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EFA News - European Food Agency
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