It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Agricoltura rigenerativa e 4.0: le pratiche all'avanguardia

Coatti (Syngenta): "Tecnologie digitali e satellitari a disposizione degli agricoltori"

Raccolti abbondanti, basso impatto ambientale. E' ormai questo l'imperativo delle aziende agricole moderne. In questo senso, Sygenta si mette a disposizione delle imprese con i suoi metodi innovativi per conciliare produttività e sostenibilità. Nel 2025, l’azienda ha formato oltre 5.200 agricoltori sull'uso sicuro degli agrofarmaci e sulle pratiche di agricoltura rigenerativa. Un aspetto che, come spiegato a EFA News da Mauro Coatti, responsabile Supporto tecnico e Sostenibilità per Syngenta Italia, riguarda una "attività fondamentale".

Gli agrofarmaci autorizzati, puntualizza Coatti, "se impiegati ovviamente secondo etichetta, sono prodotti sicuri per l'ambiente, l'operatore e il consumatore". La formazione, quindi, interviene per consapevolizzare gli agricoltori, attraverso piattaforme per mezzo delle quali "creiamo eventi dove mostriamo all'agricoltore come deve essere utilizzato il farmaco, quali tecnologie andrebbero utilizzate per evitare rischi di inquinamento, ecc. Ogni agricoltore ha possiede un'autorizzazione di durata quinquennale: nel mentre, tuttavia, possono avvenire cambiamenti di tipo legislativo: è anche qui che noi interveniamo".

Syngenta Italia ha inoltre promosso pratiche di agricoltura rigenerativa su quasi 52mila ettari, attraverso un approccio integrato che combina soluzioni innovative e progetti di lungo periodo. "Crediamo che un ruolo dell'agricoltura sia quello di produrre e, allo stesso tempo, di utilizzare pratiche che consentano una rigenerazione delle risorse che vanno dal suolo all'acqua, dall'aria alla biodiversità", sottolinea Coatti. "Per quanto riguarda le pratiche di agricoltura rigenerativa, possiamo sintetizzarle in cinque macropratiche che sono rappresentate dalla rotazione colturale, dalla minima lavorazione, dall'impiego delle green cover crop, dall'utilizzo di biostimolanti, dalla digitalizzazione che consente all'agricoltore di avere indicazioni su cosa farlo, quando farlo e in che quantità farlo, quindi quanti input portare in una singola parte del terreno. L'altro elemento dell'agricoltura generativa è rappresentato dall'integrazione degli allevamenti con l'attività agricola. In questo campo, noi interveniamo prevalentemente sulla componente di impiego di biocontrollo, di impiego di biostimolanti e di supporti digitali per l'agricoltura".

Sul piano pratico, Sygenta agisce attraverso piattaforme digitali, una delle quali si chiama In Terra Scan e consente di rilevare fino a 27 parametri per ogni ettaro di terreno e in ogni centro vengono rilevati 800 punti, quindi, spiega Coatti, "è un rilevamento molto capillare, ancor più capillare rispetto ad una normale analisi tradizionale che viene effettuata con la raccolta del campione del terreno, l'invio in laboratorio e l'analisi. Questo significa che l'agricoltore, in funzione della tipologia del terreno, può distribuire una diversa quantità di fertilizzante in ogni punto del terreno, in modo tale da massimizzarne l'efficienza ed evitare, quindi, sprechi di fertilizzante".

Altro aspetto rilevante è rappresentato dalla tecnologia satellitare, ad esempio, attraverso l'applicazione Cruise Explorer, che, aggiunge Coatti, consente di "determinare e definire lo stato di salute delle piante e anche sulla base dello stato di salute delle piante con undici vegetativi. Anche in questo caso l'agricoltore è in grado di creare delle mappe di prescrizione ad ampio raggio per la concimazione di copertura ma anche per l'irrigazione". 

Sul fronte dei biostimolanti, troviamo gli "azotofissatori che consentono di ridurre la concimazione azotata, soprattutto a base urea. In questo caso abbiamo visto abbiamo ottenuto risultati importanti, ad esempio, sul mais, riducendo 60 unità di azoto e, se parliamo di urea, ciò significa un quintale e mezzo. Se pensiamo che nella Pianura Padana c'è la proposta di divieto di impiego dell'urea tal quale, riducendo un quintale mezzo di urea sul mais abbiamo mantenuto le stesse produzioni se non incrementate e c'è stata una riduzione di emissione di CO2".

Quanto all'utilizzo delle piattaforme digitali, molti agricoltori dispongono di "un parco macchine avanzato di agricoltura 4.0, ma ad oggi non tutti sfruttano a pieno la tecnologia di questo parco macchine come le porta. Ognuno di noi sfrutta il potenziale di Excel in funzione del proprio lavoro per un 10-20-30% al massimo, ma nessuno o pochi sfruttano tutto il potenziale. Lo stesso sta avvenendo in Italia. Quindi noi cerchiamo di creare anche le nostre piattaforme dei contesti, dei momenti di formazione proprio per gli agricoltori per sfruttare anche le tecnologie che loro stessi hanno a disposizione", conclude Coatti.

lml - 61687

EFA News - European Food Agency
Similar