Copagri: ricerca e innovazione leve fondamentali per l'agricoltura
Simposio fa il punto sulle numerose ricadute della scienza applicata al settore primario
“La moderna agricoltura è chiamata a produrre sempre di più e ‘meglio’, limitando l’impatto ambientale e l’uso delle risorse naturali, come fanno da tempo numerose aziende, che guardano alla ricerca e all’innovazione quali leve fondamentali per modelli più sostenibili e competitivi”. Lo ha ricordato il presidente della Copagri Tommaso Battista, concludendo i lavori dell’incontro “Innovazione, ricerca e sviluppo per la transizione sostenibile”, organizzato dalla Confederazione per fare il punto sulle ricadute della scienza applicata al Primario.
“In questa ottica, l’agricoltura di precisione e le buone pratiche di gestione dei suoli non sono più solo un dovere ecologico, ma una reale opportunità di sviluppo. Attraverso il carbon farming, ad esempio, le aziende agricole potranno diventare protagoniste della transizione energetica, ma per raggiungere tale risultato sarà fondamentale tradurre questo servizio ecosistemico in un canale di reddito aggiuntivo e garantito per gli agricoltori”, ha aggiunto Battista.
Proprio il carbon farming, insieme alle Tea, ai droni e alle numerose declinazioni dello smart farming sono stati alcuni dei temi al centro dei lavori, cui hanno preso parte centinaia di produttori associati da tutto il Belpaese. Ad animare il dibattito, inoltre, sono stati il presidente della Comagri del Senato Luca De Carlo, il presidente del Crea Andrea Rocchi, il docente dell’Università di Perugia Angelo Frascarelli, il direttore generale della Confederazione Maria Cristina Solfizi e una corposa delegazione del Crea composta da Alessandra Pesce, Danilo Marandola, Irene Criscuoli, Saverio Maluccio e Ilaria Falconi, che hanno approfondito l’importanza del monitoraggio del carbonio nei suoli, della bioeconomia e del trasferimento dell’innovazione alle imprese. Le foto dei lavori sono consultabili cliccando qui.
“Il nostro obiettivo è trasformare l’innovazione in un’opportunità concreta per il Primario, rafforzando la tradizione e rendendo le nostre imprese più competitive e più protagoniste nella sfida ai cambiamenti climatici”, ha evidenziato De Carlo. “Sul tema dei crediti di carbonio l’Italia ha fatto da apripista e la recente approvazione da parte di Bruxelles delle metodologie per la certificazione degli assorbimenti e delle riduzioni di carbonio in agricoltura rappresenta un passaggio decisivo per valorizzare il contributo degli agricoltori alla sostenibilità ambientale”, ha osservato il senatore, ad avviso del quale “ora è fondamentale avere un quadro normativo il più possibile semplice ed efficace possibile”.
“La transizione ecologica dell’agricoltura può diventare un’opportunità concreta di sviluppo solo se fondata su ricerca scientifica, innovazione e trasferimento delle conoscenze alle imprese; il nostro obiettivo è mettere la conoscenza scientifica al servizio degli agricoltori, affinché la transizione ecologica e digitale diventi una reale opportunità di crescita, ma anche di competitività e di redditività per le aziende”, ha asserito Rocchi, spiegando che “il Crea, sulla base della positiva esperienza realizzata con i crediti di carbonio forestali, di cui custodisce il registro, vuole essere un punto di riferimento per accompagnare il settore, offrendo basi scientifiche solide, strumenti affidabili e innovazione applicata”.
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