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CLARA MOSCHINI

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Mirtillo nero, il cambiamento climatico sposta in alto la produzione

La tradizionale festa a Fanano (8-9 agosto) unisce territorio e gastronomia

L’8 e il 9 agosto a Fanano si svolgerà la Festa del Mirtillo e in occasione della ricorrenza, Stefano Baraldi, imprenditore locale e titolare dell’azienda “I Rodi” che si occupa della lavorazione del frutto, ha tracciato un primo bilancio della stagione: “Per il mirtillo nero selvatico questo è un anno buono: ci sono qualità e quantità, anche se non riusciremo a soddisfare tutte le richieste, che sono in costante crescita.”

Le piante di mirtillo crescono spontaneamente nell’Appennino dell’Alto Frignano, a un’altitudine compresa tra i 1.400 e i 1.500 metri, ma gli effetti del cambiamento climatico si manifestano anche a queste altezze. A riguardo, Baraldi sottolinea: “Ogni anno vediamo che le piante di mirtillo crescono un po’ più in alto: si adattano per trovare il microclima più favorevole, perché la temperatura è aumentata anche da queste parti. Durante l’inverno, inoltre, le nevicate sempre più scarse, indispensabili per creare le condizioni ideali per la crescita, tolgono vigore alle piante.”

Anche Luciana Serri, presidente dell’Ente per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, riconosce le attuali criticità ambientali e l’urgenza di salvaguardare gli equilibri naturali. Per questo motivo, la presidente ha illustrato le numerose attività e i diversi fronti su cui l’ente sta lavorando, tra cui la sfida rappresentata dalla diffusione delle piante infestanti favorita dalla scomparsa della pastorizia: “Da un lato siamo impegnati nel sostegno al territorio e, quindi, anche nella promozione del prodotto e dei suoi derivati. Un esempio è la partecipazione alle fiere. Dall’altro l’impegno diretto per tutelare l’ambiente e la biodiversità. Alla fine di ottobre saremo al Festival della Scienza di Genova: sarà un’occasione per far conoscere il mirtillo nero selvatico e approfondire le peculiarità dei terreni sui quali si sviluppano le praterie. Stiamo muovendo i primi passi, ma cominciano già a vedersi i risultati.”

A confermare l’unicità del mirtillo nero selvatico è anche il suo inserimento tra le ventisei eccellenze agroalimentari modenesi riconosciute dal marchio “Tradizione e sapori di Modena”. Il prodotto è inoltre valorizzato dal marchio di tutela “Mirtillo nero dell’Appennino Modenese”, promosso dalla Camera di Commercio di Modena in collaborazione con il GAL, il Parco dell’Alto Appennino Modenese e le Comunità Montane del territorio.

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EFA News - European Food Agency
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