Assobirra/2. Segmento low alcol e no alcol sfiora il 4% del mercato
Birra sempre più sinonimo di convivialità, in particolare nell'ambito della Gen X
Secondo l'ultima edizione del Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra (leggi notizia EFA News), se è vero che cambiano i luoghi della socialità, resta forte l’insieme di valori che gli italiani associano alla birra nei momenti di incontro. La convivialità è il valore più citato (51%), seguita da relax (47%), divertimento (40%), leggerezza e semplicità (37%). Completano il quadro spontaneità (30%), qualità (27%), autenticità (21%) e tradizione (19%).Nel complesso emerge il profilo di una bevanda capace di inserirsi con naturalezza e di integrarsi nei nuovi rituali della stagione estiva: non solo protagonista delle occasioni speciali, ma presenza naturale nei momenti di convivialità quotidiana, dalle cene improvvisate alle tavolate tra amici, fino alle serate in piazza e alle feste di paese.
Le differenze generazionali confermano questa lettura. Per la Gen Z la birra è maggiormente legata al divertimento (43%), per i Millennials prevale la dimensione del relax (51%), mentre per la Gen X è soprattutto espressione di convivialità (62%) e, più delle altre generazioni, anche di qualità (32%). Tre sensibilità diverse che convergono però in una stessa direzione: la birra come facilitatore di momenti autentici e condivisi.
L’estate che emerge dalla ricerca non è fatta solo di leggerezza, ma anche di una maggiore attenzione al senso delle occasioni vissute. Il dato più interessante, in questa prospettiva, è che la birra si inserisce in un contesto in cui conta sempre di più la qualità del tempo condiviso. Questa evoluzione si riflette anche nel modo in cui i consumatori guardano alle alternative disponibili. Accanto alla birra tradizionale, infatti, cresce lo spazio delle birre low e no alcol, ormai ampiamente conosciute e sempre meno percepite come un prodotto di nicchia. Un’evoluzione che trova riscontro anche nei dati dell’Annual Report 2025 di AssoBirra, che evidenziano come il segmento low e no alcol abbia registrato nel 2025 la crescita più significativa dell’intero comparto, arrivando a rappresentare il 3,9% del mercato, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. La loro funzione non è quella di sostituire il consumo tradizionale, ma di ampliare le occasioni di socialità, offrendo una possibilità in più per vivere con equilibrio momenti conviviali diversi tra loro, dalla pausa informale all’aperitivo, fino ai contesti in cui entrano in gioco esigenze funzionali come la guida o il desiderio di leggerezza.
In questo quadro, il punto di vista della distribuzione Horeca offre una lettura complementare del fuori casa che cambia, tra ritorno alle occasioni di prossimità, valorizzazione dei territori e nuove opportunità per il canale. Un punto di vista che richiama il ruolo di Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Horeca, come interlocutore diretto dei pubblici esercizi e motore di iniziative ed eventi sul territorio.“Non parlerei di una vera e propria trasformazione del fuori casa italiano, quanto di una riscoperta: sagre, feste di paese e locali di quartiere rappresentano il primo embrione dei consumi fuori casa, un Horeca ante litteram che risponde alla voglia di socialità e di territorio degli italiani”, dichiara Antonio Portaccio, presidente di Italgrob - Federazione Italiana dei Distributori Horeca.
“Non c’è sagra in Italia che non coinvolga un distributore: le innumerevoli feste della birra che caratterizzano l’estate italiana all’aria aperta sono essenzialmente il frutto del lavoro e dell’impegno dei distributori sui loro territori”.Un ruolo che si conferma centrale anche nell’accompagnare i pubblici esercizi verso i nuovi trend di consumo: dalla lettura dei dati sulle preferenze dei clienti alla formazione, fino allo sviluppo delle birre low e no alcol, un segmento la cui crescita porta con sé anche il lavoro di posizionamento svolto dalla distribuzione specializzata.“Il ruolo della distribuzione Horeca è stato ed è fondamentale nel trasformare la crescita delle birre low e no alcol in un’opportunità concreta per il canale”, conclude Portaccio. “Un risultato costruito su informazione e formazione, asset sempre più strategici per accompagnare il settore in questa fase di crescita”.
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EFA News - European Food Agency