Friuli-VG, Carenza idrica. Fedriga: "Priorità all'agricoltura"
Temperature elevate gravano sulle coltivazioni. Regione attiva investimenti per oltre 110,3 mln euro
"Stiamo seguendo con particolare attenzione la situazione di difficoltà determinata dalla carenza di risorsa idrica nella zona udinese, dove la riduzione delle disponibilità d'acqua sta mettendo sotto pressione il comparto agricolo. Tutti i soggetti coinvolti stanno mettendo in campo ogni azione possibile per garantire la massima disponibilità della risorsa, destinandola prioritariamente alle attività agricole, confrontandoci con i limiti oggettivi imposti dalla significativa diminuzione dei volumi d'acqua disponibili".
Lo hanno affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, intervenendo sulla situazione determinata dalla carenza di risorsa idrica nel territorio udinese. "In questa fase di criticità la Regione sta mettendo in campo, per quanto di propria competenza, ogni azione possibile per governare la situazione e sostenere i territori e le realtà che stanno affrontando le maggiori difficoltà. Siamo al fianco, in particolare, comparto agricolo, che più di altri sta subendo gli effetti della riduzione della disponibilità di acqua", ha commentato Fedriga.
"Le riduzioni e le sospensioni della fornitura adottate in questi giorni", ha puntualizzato Zannier, "sono la diretta conseguenza di questa situazione. Le misure adottate sono finalizzate a contenere il più possibile i danni alle produzioni agricole derivanti dalla mancanza di irrigazione, nella consapevolezza che le elevate temperature registrate nelle ultime settimane stanno incidendo negativamente sulle colture anche nelle aree regolarmente servite dai sistemi irrigui".
Dal 15 luglio, su indicazione dell'Autorità di bacino, è stata attivata un'oculata gestione delle derivazioni irrigue, con una parziale riduzione delle portate, con l'obiettivo di preservare le scorte presenti negli invasi. "Nonostante questa gestione prudenziale", ha sottolineato l'esponente della Giunta regionale, "le scorte si sono progressivamente esaurite, a fronte di una condizione climatica che si sta rivelando ancora più critica di quella registrata nel 2003". In questo contesto, la Regione conferma l'impegno a rafforzare il sistema irriguo e ad aumentarne la capacità di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici. Sono stati infatti attivati investimenti per oltre 110,3 milioni di euro, attraverso due principali linee di intervento: tra il 2022 e il 2024, 28,6 milioni di euro destinati al Piano Laghetti, previsto dalla legge regionale 13 del 5 agosto 2022, e 81,7 milioni di euro attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, nell'ambito dell'Accordo per la Coesione Stato-Regione Friuli Venezia Giulia dell'8 marzo 2024. A queste risorse si aggiungono 21,1 milioni di euro di fondi Pnrr e ulteriori 35,36 milioni di euro assegnati attraverso le risorse della legge 178/2020, derivanti dalla graduatoria Pnrr. Gli interventi coinvolgono i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana.
"Questi investimenti", ha concluso l'assessore Zannier, "sono fondamentali per aumentare la capacità del nostro sistema irriguo di affrontare condizioni climatiche sempre più difficili. L'obiettivo è rendere il territorio più resiliente, migliorando la disponibilità e la gestione della risorsa idrica e tutelando, per quanto possibile, le produzioni agricole anche nelle annate caratterizzate da temperature elevate e prolungati periodi di siccità".
EFA News - European Food Agency