It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Austria. Denunncia di Foodwatch contro Nestlé e Danone

Sotto la lente delle procure di Vienna e Innsbruck i prodotti per l'infanzia. Le aziende collaborano con le autorità

A Foodwatch non bastano le scuse, soprattutto se arrivano da qualche manager di multinazionale. La lezione si conferma oggi dopo che a metà gennaio 2026, il ceo di Nestlè Philippe Navratil si è scusato pubblicamente (leggi notizia EFA News) per il richiamo globale di alcuni lotti di latte in polvere per neonati dell'azienda avvenuto pochi giorni prima (leggi notizia EFA News). I richiami, che hanno coinvolto pochi giorni dopo anche un'altra multinazionale come Danone, e la casa madre Lactslis (leggi notizua EFA News) erano stati causati da una contaminazione da cereulide, tossina termostabile prodotta dal "Bacillus cereus" in grado di causare gravi malesseri, in particolare nei neonati più piccoli. A febbraio 2026 le due società dissero all'unisono che i guai sarebbero stati imputabili a "fattori esterni" e non a responsabilità loro (leggi notizia EFA News).

Qualche giorno fa si è appreso che la procura austriaca ha avviato indagini sulle aziende Danone e Nestlé. Le indagini fanno seguito a una denuncia penale depositata contro entrambe le società da Foodwatch, organizzazione europea per i diritti dei consumatori. L'organizzazione annuncia di essere è in stretto contatto con le autorità per "contribuire efficacemente alla risoluzione dello scandalo", come si legge nella nota di Foodwatch. Inoltre, nuove informazioni provenienti dalla Francia e una perizia tecnica in Austria "potrebbero fornire elementi cruciali per i procedimenti legali".

Nella sua denuncia, Foodwatch ha sostenuto che i richiami non sarebbero stati attuati tempestivamente, sottolineando come le prime operazioni in Austria sarebbero state condotte in modo "silenzioso" e con informazioni limitate a disposizione del pubblico.

La procura di Innsbruck sta indagando sul caso Danone, mentre quella di Vienna ha aperto un'inchiesta su Nestlé. 

E non è finita qui, almeno non per Nestlè, visto che, parallelamente alle indagini, è in corso nel comune austriaco di Dornbirn una causa civile contro la multinazionale: si tratta, sottolinea la nota di Foodwatch, "del primo processo in Austria relativo al caso del latte in polvere contaminato: i genitori coinvolti stanno agendo contro il produttore ai sensi della legge sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, richiedendo inoltre un risarcimento per i danni non patrimoniali (sofferenze) e per le spese di assistenza". 

In una nota, un portavoce di Nestlé ha affermato che l'azienda sta prendendo molto seriamente le preoccupazioni sollevate, dichiarando: "Garantire la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti è la nostra massima priorità. Continuiamo a collaborare pienamente con le autorità competenti", ha detto il portavoce precisando che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non è stato stabilito alcun "nesso di causalità" tra il latte in polvere dell'azienda e i sintomi segnalati.

"Poiché le indagini e i procedimenti legali sono in corso, non rilasciamo ulteriori commenti sui dettagli del caso", ha aggiunto il portavoce di Nestlè. Analogamente, un portavoce di Danone ha sottolineato che l'azienda sta dando priorità alla sicurezza alimentare: "Abbiamo ulteriormente rafforzato i controlli sugli ingredienti e sulla produzione e ci atteniamo a tutte le linee guida stabilite dalle autorità competenti in materia di sicurezza alimentare - hanno dichiarato da Danone - Ciò include le nuove indicazioni introdotte all'inizio di quest'anno in merito ai livelli di cereulide".

Fc - 62387

EFA News - European Food Agency
Related
Similar