Erba medica: benefici ambientali da non trascurare
Pubblicato lo studio LCE commissionato da Aife/Filiera Italiana Foraggi
La coltivazione fissa biologicamente l’azoto atmosferico e può contribuire a ridurre il ricorso ai fertilizzanti azotati nelle rotazioni.
Lo studio sulla Life Cycle Assessment (Lca) relativo alla produzione nel nostro Paese di erba medica disidratata, commissionato da Aife/Filiera Italiana Foraggi a Turtle, spin-off dell’Università di Bologna, è stato pubblicato di sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Cleaner Environmental Systems. La ricerca rappresenta la prima valutazione verificata, completa e indipendente, realizzata in Italia sull’impronta ambientale derivante dalla produzione di erba medica disidratata.
Condotto secondo gli standard internazionali Iso 14040 e Iso 14044, lo studio è partito nel 2023 e ha analizzato i dati raccolti tra il 2019 e il 2023 da cinque aziende associate ad Aife/Filiera Italiana Foraggi che li hanno forniti volontariamente, e ha considerato l’intero ciclo produttivo: dalla coltivazione alla raccolta, dal trasporto alla disidratazione fino alla distribuzione.
Il risultato principale emerso indica un'impronta climatica media di 243 kg di CO₂ equivalente per tonnellata di erba medica disidratata. La disidratazione rappresenta il principale hotspot ambientale, con una quota del 45-50% dell’impatto climatico complessivo, seguita dalla distribuzione (25-30%) e dalla coltivazione (20-25%). La fase di essiccazione incide in particolare per circa 130-140 kg di CO₂ equivalente per tonnellata di prodotto, principalmente a causa dell’energia termica necessaria al processo di trasformazione.
I risultati dello studio consentono quindi di individuare con maggiore precisione le leve sulle quali intervenire per migliorare ulteriormente le performance ambientali della filiera, a partire dall’efficienza energetica degli impianti e dall’ottimizzazione della logistica.
L’analisi condotta considera inoltre i potenziali benefici ambientali associati alla coltivazione dell’erba medica che, in quanto leguminosa, fissa biologicamente l’azoto atmosferico e può contribuire a ridurre il ricorso ai fertilizzanti azotati nelle rotazioni. L’apparato radicale della coltura contribuisce inoltre alla fertilità e alla struttura del suolo, offrendo ulteriori servizi ambientali che completano la valutazione dell’impatto della filiera.
“Fin dall’inizio questo studio ha avuto l’obiettivo di misurare l’impronta ambientale della produzione per valorizzare quanto la filiera ha già fatto e, nello stesso tempo, individuare dove e come sia possibile migliorare", spiega Augusto Bianchini, fondatore di Turtle srl e professore associato dell’Università di Bologna. "La metodologia adottata, la verifica indipendente e la successiva pubblicazione su una rivista scientifica internazionale sottoposta a peer review rappresentano una conferma importante della solidità del lavoro. Il valore dello studio è anche prospettico: analizzare l’intero ciclo produttivo permette di individuare i punti critici e orientare gli interventi futuri”.
“Questo studio segna un passaggio importante per la filiera italiana dei foraggi disidratati, perché ci permette di disporre di dati scientifici verificati e riferiti alla realtà produttiva italiana", sottolinea Gian Luca Bagnara, presidente di Aife/Filiera Italiana Foraggi. "La pubblicazione su una rivista scientifica internazionale rappresenta un ulteriore riconoscimento del lavoro svolto e offre alla filiera uno strumento concreto per affrontare con maggiore consapevolezza il tema della sostenibilità. Avere una base scientifica significa poter misurare i progressi, individuare le priorità e migliorare ulteriormente le performance ambientali del settore”.
Lo studio, dal titolo Environmental footprint of dehydrated alfalfa forage production in Italy: A life cycle assessment with additional information on environmental benefits, è firmato da Valentino Solfrini, Augusto Bianchini, Daniele Duca e Ivan Savini, è stato pubblicato su Cleaner Environmental Systems, volume 22 (2026), articolo 100487 ed è disponibile in open access.
EFA News - European Food Agency