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CLARA MOSCHINI

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Agrintesa guarda "Oltre"

A Castel Bolognese l'inaugurazione del nuovo stabilimento iper tecnologico: investimento da 25 milioni

Con un investimento industriale da 25 milioni di euro per il nuovo polo europeo del kiwi, Agrintesa, una delle principali cooperative agricole italiane specializzate nella produzione di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli, ha inaugurato oggi, con l’evento “OLTRE - L’evoluzione che crea valore”, il rinnovato e ampliato stabilimento di Castel Bolognese (RA). Da oltre 35 anni punto di riferimento della cooperativa per la gestione delle produzioni frutticole, in particolare del kiwi, il sito diviene da oggi vero centro d’eccellenza a livello europeo per questa referenza. 

L’intervento, cofinanziato attraverso due fondi Pnrr, il progetto di filiera INTEGRA.AGRI e AGRI.LOG, ridisegna in profondità il sito attivo dal 1990 e ne potenzia capacità di conservazione, lavorazione e logistica attraverso nuove strutture, sistemi di automazione avanzata e una gestione digitale e interconnessa dei processi. L’evento, che ha raccolto a Castel Bolognese quasi 1.000 stakeholder della cooperativa tra cui soci, clienti, fornitori, partner, dipendenti ha visto gli interventi, tra gli altri, del presidente di Agrintesa Aristide Castellari, del direttore generale Cristian Moretti, del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida.

“Questo investimento - spiega Aristide Castellari, presidente di Agrintesa - nasce dai nostri soci e ritorna ai nostri soci sotto forma di maggiore capacità di valorizzazione delle loro produzioni: dietro queste strutture ci sono migliaia di aziende agricole e famiglie, territori e persone che hanno scelto di credere nella cooperazione. La nostra responsabilità è trasformare questa fiducia in prospettive concrete”.

Kiwi protagonista

Il kiwi rappresenta oggi circa il 30% dell’intero paniere ortofrutticolo della cooperativa, con un volume medio annuo di circa 55.000 tonnellate, 3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie coinvolte nelle principali aree vocate italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto. Il nuovo assetto di Castel Bolognese consente di portare la capacità di conservazione e stoccaggio a 308.000 quintali, con un incremento del 54% rispetto al passato. Cuore dell’intervento sono 44 nuove celle in atmosfera controllata, distribuite su una superficie complessiva di 8.100 metri quadrati e in grado di ospitare 108.000 quintali di prodotto. 

Gli impianti permettono di gestire regimi di conservazione particolarmente evoluti, intervenendo su ossigeno, etilene e principali parametri ambientali per preservare nel tempo le caratteristiche qualitative dei frutti. Per il kiwi giallo la capacità di lavorazione prevista passa da 230.000 a 340.000 quintali annui (+48%), mentre per quello verde da 100.000 a 150.000 quintali (+50%).

“Non abbiamo semplicemente ampliato la struttura: abbiamo ripensato il modo in cui questo stabilimento deve lavorare nei prossimi anni - sottolinea Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa - Produzione, conservazione, movimentazione e informazioni oggi dialogano all’interno di un unico sistema: l’obiettivo è fare di Castel Bolognese una piattaforma capace di sostenere la crescita della nostra base produttiva e di operare dodici mesi all’anno, creando valore lungo tutta la filiera. Il nostro piano industriale guarda, infatti, già al prossimo passaggio: entro il 2030 il sito è progettato per arrivare a gestire complessivamente 600.000 quintali di prodotto all’anno ampliando la specializzazione, accanto al kiwi, anche a susine, albicocche e pere Williams”. 

Magazzino intelligente

La trasformazione riguarda l’intera organizzazione del sito. L’area esterna è stata ampliata e razionalizzata con il rifacimento di 23.000 metri quadrati di piazzali e la realizzazione di 10.000 metri quadrati di nuove superfici, mentre la nuova area destinata al ricevimento del prodotto comprende una tettoia in legno da 4.200 metri quadrati per la protezione del prodotto in conferimento e tre nuove pese a gestione informatizzata. 

Per lo stoccaggio del prodotto finito sono state installate, inoltre, scaffalature con shuttle automatici per una capacità complessiva di 3.000 pallet. Il progetto comprende, inoltre, un impianto fotovoltaico da 2.307 kWp, con una produzione annua prevista di 2,86 GWh, oltre all’efficientamento dei sistemi frigoriferi e all’ottimizzazione dei flussi logistici. 

Nel complesso, le nuove soluzioni adottate permettono una riduzione del 15% dei consumi energetici dello stabilimento e un risparmio stimato di 1.148 tonnellate di CO₂ ogni anno. La nuova tecnologia di refrigerazione, infine, consente inoltre di ridurre di oltre il 70% l’impiego di ammoniaca.

"Sono gli agricoltori il cuore del nostro sistema produttivo e il presidio della qualità, della sicurezza e della sovranità alimentare della Nazione - sottolinea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - Agrintesa si è aggiudicata un contributo che consente di realizzare investimenti per rafforzare logistica, efficienza e competitività della filiera. In questa direzione va anche lo stanziamento di 136 milioni di euro, cofinanziato dall'Italia e dall'UE, per sostenere l’acquisto dei fertilizzanti e rafforzare la resilienza delle nostre filiere".

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EFA News - European Food Agency
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