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CLARA MOSCHINI

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Veneto: 1,3 mln euro per emergenze agricoltura e pesca

RegioneFondi per arginare Bluetongue, granchio blu, eventi avversi e fitopatie

“Un’agricoltura e una pesca sempre più esposte a eventi climatici estremi, nuovi organismi nocivi e calamità che mettono a rischio produzioni e redditività richiedono strumenti nuovi e una capacità di intervento tempestiva”. L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond annuncia l’approvazione del programma 2026 per il contrasto alle avversità emergenti nel settore primario, con una dotazione di 1,3 milioni di euro.

Le risorse finanzieranno un insieme di azioni che spaziano dalla gestione del rischio alla ricerca fitosanitaria, dal sostegno alla pesca e all’acquacoltura colpite da calamità naturali alla protezione delle razze ovine autoctone minacciate dalla Bluetongue. Il programma nasce dal lavoro del Tavolo tecnico permanente istituito presso Veneto Agricoltura, che riunisce Regione, Agenzia, organizzazioni di produttori e rappresentanti del mondo agricolo, con l’obiettivo di individuare risposte concrete alle nuove criticità che interessano il settore.

“Prima di trovarci a risarcire un danno quando arriva una calamità", sottolinea Bond, "dobbiamo capire che alcune condizioni stanno cambiando in modo strutturale e che eventi un tempo eccezionali rischiano di diventare sempre più frequenti. Il clima, la diffusione di nuovi organismi nocivi, le crisi biologiche e le conseguenze sulle produzioni ittiche ci impongono di cambiare passo. La Regione deve essere al fianco delle imprese prima che il problema esploda, costruendo strumenti di prevenzione, ricerca e gestione del rischio. E’ una scelta politica precisa per garantire reddito, lavoro e sicurezza alimentare”.

Delle risorse previste, 300.000 euro saranno destinati alla capitalizzazione dei fondi mutualistici riconosciuti e operanti in Veneto, strumenti che consentono di erogare compensazioni agli agricoltori in caso di perdite produttive superiori al 20% dovute a eventi climatici avversi, fitopatie, infestazioni e malattie degli animali. “La mutualità è uno strumento importante perché consente di dare stabilità al reddito delle imprese e di intervenire anche su rischi che non trovano una copertura assicurativa adeguata”, evidenzia Bond.

Un ulteriore investimento di 387.000 euro riguarda la difesa fitosanitaria e la sperimentazione di nuove strategie a basso impatto ambientale. Le attività coinvolgeranno le Università di Padova e Verona e Veneto Agricoltura e riguarderanno, tra l’altro, asparago, peperone, melo e noce, oltre al contrasto di specie alloctone come cimice asiatica e Popillia japonica e allo studio dei vettori della Flavescenza dorata.

Particolare attenzione viene riservata anche al comparto ittico, con 600.000 euro destinati a fronteggiare gli effetti delle calamità naturali che hanno colpito la pesca e l’acquacoltura venete. Le risorse finanzieranno interventi per la venericoltura nella laguna Nord di Venezia, la raccolta e lo smaltimento degli esemplari di granchio blu non commercializzabili e il ripopolamento dei molluschi bivalvi lungo la fascia costiera.

“Il Granchio blu, le mucillagini e le alte temperature hanno prodotto conseguenze pesanti sulle nostre produzioni ittiche. Qui non parliamo di problemi teorici, ma di imprese che hanno dovuto fermarsi, di produzioni compromesse e di intere aree che devono essere rimesse in condizione di produrre. I 600.000 euro servono proprio a sostenere la ripartenza e a ricostruire le condizioni per la resilienza del settore”, sottolinea Bond.

Infine, 26.000 euro complessivi in due annualità saranno destinati alla vaccinazione volontaria contro la Bluetongue delle quattro razze ovine autoctone venete in via di estinzione: Brogna, Alpagota, Foza e Lamon. Il contributo regionale consentirà di rimborsare agli allevatori le spese sostenute per i vaccini, attraverso la collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori del Veneto. “Queste razze sono un patrimonio genetico, agricolo e culturale che il Veneto non può permettersi di perdere. Anche un intervento apparentemente circoscritto come la vaccinazione può diventare decisivo quando sono in gioco patrimoni zootecnici con numeri già molto ridotti”, conclude Bond.

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