Araer: diagnostica veterinaria al servizio della suinicoltura
Biologia molecolare e intelligenza artificiale nel Laboratorio analisi di Reggio Emilia Pcr
Dalla conferma di un agente patogeno alla prevenzione delle malattie. È questo il percorso che sta trasformando la diagnostica veterinaria in uno strumento sempre più strategico per la moderna suinicoltura e che trova nel Laboratorio analisi di Araer – Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia-Romagna, con sede a Reggio Emilia, un punto di riferimento al servizio della filiera.
Il laboratorio, quotidianamente, mette a disposizione degli operatori competenze specialistiche e tecnologie di biologia molecolare per ottenere informazioni rapide e affidabili sullo stato sanitario degli animali.
“La diagnostica di laboratorio rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la moderna suinicoltura", spiega Francesco Nen, responsabile del Centro genetico di Anas (Associazione Nazionale Allevatori Suini). "Non si limita più a confermare una malattia quando si manifesta, ma consente di individuare precocemente i problemi sanitari, monitorare la diffusione degli agenti patogeni e valutare l'efficacia delle strategie di prevenzione”.
Un'evoluzione che ha conseguenze dirette anche sulla gestione economica dell'allevamento: disporre tempestivamente di informazioni precise permette infatti di intervenire in modo mirato, ridurre le perdite produttive e utilizzare più razionalmente le risorse.
Nel comparto suinicolo, una delle principali attività del Laboratorio analisi Araer riguarda la ricerca del virus della Prrs (Sindrome respiratoria e riproduttiva del suino) nel seme destinato alla fecondazione artificiale. Il controllo consente di verificare l'assenza dell'agente patogeno nel materiale seminale prima del suo utilizzo. Analisi sul sangue vengono invece effettuate per il monitoraggio sanitario dei riproduttori e nell'ambito delle procedure di quarantena.
“La Prrs è oggi presente nella maggior parte degli allevamenti suinicoli italiani ed è caratterizzata da un'elevata variabilità genetica", spiega Lorena Barbieri, responsabile del settore di microbiologia e biologia molecolare del Laboratorio Analisi Araer. "Per questo è fondamentale utilizzare metodiche diagnostiche altamente sensibili e specifiche”.
Tra queste, la Pcr Real Time, che permette di rilevare il materiale genetico degli agenti patogeni con elevata sensibilità e specificità. Per il materiale seminale la rapidità del risultato è particolarmente importante: nel suino il seme viene utilizzato prevalentemente fresco e ha quindi una shelf life limitata.
“Il campione viene registrato al suo arrivo e avviato immediatamente al percorso analitico", sottolinea Barbieri. "Nel giro di poche ore il risultato è disponibile, permettendo ai centri di fecondazione artificiale di utilizzare il seme nei tempi richiesti e con le necessarie garanzie sanitarie”
La qualità del risultato diagnostico non dipende soltanto dalla tecnologia. Un ruolo essenziale è svolto dalla corretta raccolta, conservazione e gestione del campione.
“La fase di raccolta è parte integrante del percorso analitico", spiega Barbieri. "Forniamo ai clienti indicazioni precise sulle modalità di prelievo, sui contenitori da utilizzare e sui tempi di conferimento. Solo un campione raccolto e conservato correttamente permette di ottenere un risultato attendibile”.
È un processo nel quale allevatore, veterinario e laboratorio lavorano come una squadra: l'allevatore osserva quotidianamente gli animali e segnala eventuali anomalie; il veterinario interpreta il quadro clinico e definisce la strategia; il laboratorio fornisce le evidenze necessarie a confermare o escludere le diverse ipotesi diagnostiche. “In una zootecnia moderna la salute degli animali è sempre più il risultato di un lavoro di squadra”, osserva Francesco Nen.
La funzione del Laboratorio analisi Araer va quindi oltre il singolo referto. La raccolta sistematica dei risultati diagnostici permette infatti di costruire nel tempo un patrimonio di dati utile a individuare trend sanitari, valutare l'efficacia dei piani vaccinali e identificare eventuali fattori di rischio.
In questa prospettiva, anche il sequenziamento dei virus rappresenta uno strumento importante per il tracciamento epidemiologico e può contribuire a evidenziare eventuali criticità nei sistemi di biosicurezza aziendale.
“La diagnostica può diventare uno strumento gestionale", sottolinea Francesco Nen. "L'obiettivo è passare da una gestione reattiva delle malattie a una gestione sempre più preventiva e, in prospettiva, predittiva”.
Ed è proprio su questa evoluzione che si concentra la ricerca di nuove applicazioni. L'integrazione tra diagnostica molecolare, automazione, raccolta dei dati e intelligenza artificiale potrà permettere di individuare più precocemente segnali di rischio e supportare veterinari e allevatori nelle decisioni.
“La vera sfida non sarà soltanto raccogliere i dati, ma interpretarli in modo efficace", concludono all’unisono Barbieri e Nen. "L'intelligenza artificiale potrà aiutare a individuare precocemente situazioni di rischio e supportare decisioni più rapide e precise”.
Per Araer, questa evoluzione significa mettere sempre più la diagnostica al servizio della prevenzione: trasformare il risultato di un'analisi in un'informazione utile per l'allevamento e contribuire, attraverso il lavoro integrato di laboratorio, veterinari e operatori, a una zootecnia più sana, efficiente e sostenibile.
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