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CLARA MOSCHINI

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Fiera Sant'Alessandro chiude con 193 espositori e oltre 50mila visitatori

Agricoltura, zootecnia ed equitazione sotto i riflettori per tre giorni a Bergamo

Ancora una volta, la tradizionale rassegna di Sant’Alessandro chiude con il segno più. Sono oltre 50.000 i visitatori che, da venerdì 4 a domenica 6 settembre, hanno scelto di trascorrere una o più giornate alla Fiera di Bergamo per immergersi nel mondo agricolo, conoscere le produzioni e le realtà del territorio, assistere agli appuntamenti in programma e vivere una manifestazione che, arrivata alla sua 23ª edizione, continua a richiamare un pubblico ampio e trasversale.

I numero dell'edizione appena conclusa parlano di 193 espositori, di cui 148 lombardi (ben 104 di questi bergamaschi), e di 30 appuntamenti che hanno animato la tre giorni, tra incontri professionali, attività dimostrative, momenti divulgativi, spettacoli e iniziative per il pubblico.

Il confronto sui temi che interessano più da vicino il comparto ha avuto un ruolo centrale. Gli incontri promossi da Coldiretti Bergamo, con il sostegno della Camera di Commercio di Bergamo, e da Aic – Associazione Italiana Coltivatori Nord Occidentale hanno portato in Fiera riflessioni sugli scenari internazionali, sulle prospettive del settore e sulle sfide a cui le imprese agricole sono chiamate a rispondere. A questi si è aggiunto l’appuntamento di Ata Bergamo sulla sicurezza (e biosicurezza) negli allevamenti. Accanto all’offerta indirizzata agli operatori, il pubblico ha trovato svariate occasioni per vivere appieno la manifestazione: tra le novità di questa edizione, la pigiatura dell’uva, realizzata in collaborazione con il Moscato di Scanzo, che ha riportato in Fiera uno dei gesti più rappresentativi della cultura contadina, attirando l’attenzione di grandi e piccini.

Ha suscitato curiosità anche il talk dedicato ai nuovi modi di raccontare il mondo rurale attraverso i social, tema sempre più centrale nel rapporto tra agricoltura, comunicazione e pubblico. Molto partecipati anche gli appuntamenti per famiglie e bambini, le degustazioni e le iniziative dedicate alle produzioni e alle tradizioni del territorio. Tra i momenti più attesi, la tappa finale del 15° Campionato Italiano di Palo della Cuccagna, che sabato sera ha visto la squadra “Serenissima” di Scorzè conquistare il titolo, e gli appuntamenti musicali che hanno accompagnato il pubblico per tutta la tre giorni.

La giornata conclusiva ha riportato al centro la Rassegna Zootecnica, uno degli appuntamenti che più caratterizzano la Fiera di Sant’Alessandro, con gli animali protagonisti dell’area esterna e la successiva premiazione degli esemplari distintisi nelle diverse categorie. Una vetrina per il lavoro degli allevatori e per una filiera che continua a investire in qualità, sicurezza e professionalità.

Significativa anche la crescita del comparto equestre rappresentato in Fiera, che in questa edizione ha visto 80 cavalli presenti provenienti da diverse località della Lombardia, e ha ampliato il numero e la varietà delle discipline proposte: Western Show, 2x20 Challenge e Country Derby, alle quali si è aggiunto il grande spettacolo de “I Mille”, tra gli appuntamenti più seguiti del programma. 

"Per Bergamo e non solo", la Fiera di Sant'Alessandro, è "un appuntamento storico, un punto di riferimento per il mondo agricolo, che racconta tradizione, valori e cultura del lavoro di questa terra, ma anche la capacità di innovare e affrontare i cambiamenti e le nuove tecnologie", dichiara Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova.

Da parte sua, Paolo Agnelli, presidente di Promoberg, afferma: “La Fiera di Sant’Alessandro, la più antica della Lombardia, chiude questa edizione con un incremento decisamente significativo di titoli d'ingresso venduti rispetto alla precedente: un dato che racconta e testimonia l’alta partecipazione del pubblico e conferma il forte legame tra i bergamaschi, la tradizione e questa storica manifestazione. È un risultato che rafforza il valore di una Fiera che non è soltanto un appuntamento economico, ma anche un patrimonio storico e culturale del territorio".

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