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CLARA MOSCHINI

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Ivsi /2. Salumi: per gli italiani c'è troppa disinformazione

Il 26,6% li considera compatibili con una dieta equilibrata

Secondo quanto rilevato dall’indagine condotta da AstraRicerche sui salumi (leggi notizia EFA News), uno dei dati più significativi emersi riguarda la percezione della disinformazione: diverse convinzioni vengono indicate come eccessive da quote rilevanti di intervistati. In particolare, il 36,2% considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news.

Anche di fronte a una delle affermazioni più radicali – “i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente”, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. È importante sottolineare come il termine “cancerogeno” venga spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto, mentre in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore.

Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta. Per questo motivo, le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata.

L’elemento centrale è dunque la moderazione, che non significa rinuncia: favorire l’equilibrio, la varietà e la convivialità a tavola resta il modo più efficace per costruire abitudini sane e durature. Un ulteriore dato significativo emerso dall'indagine realizzata da AstraRicerche riguarda infatti il rapporto tra salumi e alimentazione equilibrata. Nonostante il dibattito sia spesso polarizzato, il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata.

Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo. Le domande più ricorrenti riguardano infatti il corretto inserimento dei salumi all’interno di uno stile alimentare equilibrato, gli abbinamenti consigliati e le quantità appropriate.

Secondo la nutrizionista Elisabetta Bernardi, “il dato secondo cui il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’idea che tutti i salumi siano ricchi di conservanti evidenzia una crescente capacità dei consumatori di distinguere tra informazioni corrette e generalizzazioni. Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione. Anche sul tema del rischio oncologico emerge una visione più equilibrata: il 31,2% ritiene eccessiva l’affermazione che i salumi possano provocare il cancro e quasi il 60% non condivide l’idea che siano alimenti da evitare completamente. Questo riflette una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato".

Da parte sua, Monica Malavasi, direttrice di Ivsi, commenta: “I dati rilevati dalle ricerche condotte ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio, trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

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EFA News - European Food Agency
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