Masi anticipa la festa della vendemmia
Appuntamento l'11 settembre nelle tenute della Valpolicella. "Mai cosi presto", sottolinea il patron Boscaini
Ogni vendemmia è momento di riflessione e di bilancio: per il singolo viticoltore, per le denominazioni e per le istituzioni e, più in generale, per il vigneto Italia. Il clima e il mercato stanno modificando profondamente il contesto con cui il settore è chiamato a confrontarsi. La sequenza di vendemmie così particolari evidenzia la necessità di tener conto effettivo del cambiamento climatico. Nella maggior parte dei disciplinari non si è recepita la necessità di posizionare a quote più elevate, se possibile, le delimitazioni nei terreni collinari. Una "testimonianza sul campo" arriva dal gruppo Masi in Valpolucella (Vr), uno dei re dell'Amarone: la vendemmia 2026 è entrata nel vivo in tutte le tenute con raccolte che hanno preso il via con largo anticipo rispetto alla consuetudine.
“È davvero cambiato il mondo! - commenta il presidente di Masi, Sandro Boscaini - Sono entrato in azienda negli anni Sessanta e anche gli amici viticoltori di quell’epoca ricordano come fosse consuetudine, in Valpolicella, iniziare la raccolta per l’appassimento a partire dalla festa della Madonna del Rosario, cioè il 7 ottobre. Nella mia pluridecennale convivenza con il vigneto Masi, sparso in numerose aree trivenete e italiane, non ho ricordi di una vendemmia così precoce. Già ai primi di agosto per le uve bianche precoci e per il Pinot Nero (Trentino, Conegliano Valdobbiadene, Oltrepò Pavese e Grave del Friuli) e a inizio settembre nel veronese e in Valpolicella Classica per le uve scelte dell’Amarone, si è vendemmiato con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media dell’ultimo decennio”.
Boscaini si prepara in questi gorni alla “Festa della Vendemmia 2026” firmata Masi Wine Experience che si svolgerà l'11 settembre alla Tenuta Canova a Lazise del Garda (VR). Gli appassionati desiderosi di vivere in prima persona l’esperienza della vendemmia potranno condividere questa antica arte con gli agronomi e gli enologi del Gruppo Tecnico: completeranno l’esperienza la visita del fruttaio per l’appassimento, alle cantine e al Masi Wine Discovery Museum.
Per capire meglio il periodo, il gruppo tecnico Masi spiega che l’annata si distingue per "temperature elevate, ridotta disponibilità idrica e una successione di eventi atmosferici estremi, che hanno reso il ciclo vegetativo particolarmente complesso e difforme tra territori e vigneti".
Tra gli effetti più evidenti si registrano il netto anticipo della maturazione fenologica, la riduzione del peso degli acini e, in alcune aree, delle rese. Nonostante la pressione esercitata da caldo e siccità, spiegano i tecnici, lo stato sanitario delle uve è complessivamente "molto positivo", con parametri analitici adeguati: questo crea le basi per vini di struttura e intensità, ma anche di equilibrio e identità territoriale. Secondo il gruppo tecnico, "le condizioni climatiche e gli eventi atmosferici richiedono interventi di precisione e una conoscenza approfondita di ogni singola parcella. Con uno sguardo più ravvicinato alla Valpolicella, i vigneti di alta collina hanno evidenziato una "particolare resilienza al caldo e alla ridotta disponibilità idrica", mantenendo regolarità e un favorevole equilibrio tra maturità tecnica e fenolica. La pergola veronese, concludono i tecnici Masi, "ha confermato il suo valore: una chioma più ampia favorisce maggiore protezione dei grappoli e contribuisce a ridurre l’esposizione diretta alla radiazione solare e il conseguente stress termico, favorendo una maturazione più graduale".
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