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CLARA MOSCHINI

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Fine foods, intermonte taglia il rating

"Risultati piuttosto deboli", secondo gli analisti: target price da 13 a 11 euro e raccomandazione outperform

Fine Foods and Pharmaceuticals, società quotata su Euronext STAR Milan e attiva nel settore dello sviluppo e nella produzione in conto terzi di forme orali solide destinate all'industria farmaceutica e nutraceutica, ha approvato una semestrale con ricavi consolidati a 138,6 milioni di euro. L’ebitda adj. dei primi sei mesi del 2026 raggiunge € 15,2 milioni (€ 21,6 milioni in H1 2025) con un ebitda margin adj. al 12,2% (16,8% nel primo semestre 2025), "dopo i costi di avviamento della nuova capacità di Brembate, in progressivo riassorbimento con la crescita dei volumi".

Il risultato di periodo adj. nei primi sei mesi del 2026 è positivo per € 2,1 milioni (€ 9,7 milioni dei primi sei mesi del 2025). La posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno 2026 è di € 98 milioni rispetto al valore al 31 dicembre 2025 di € 47,9 milioni, a seguito di oltre € 41 milioni destinati all’acquisizione di Sofar, di investimenti industriali: il flusso di cassa operativo cresce a € 7,7 milioni (€ 7,1 milioni in H1 2025).

La business unit Nutra, pari al 51% dei ricavi complessivi con € 63,6 milioni, dopo una contrazione del 17,9% nel Q1 2026 rispetto al Q1 2025 (trimestre particolarmente forte), mostra una dinamica migliore in Q2 riducendo la flessione a -3,5%. Il dato semestrale si attesta così a -10,9% rispetto al primo semestre 2025 (-7,8 milioni). All’interno della business unit prosegue la crescita della componente innovativa, mentre la debolezza rimane concentrata nelle categorie legate al controllo del peso, per le note dinamiche di mercato.

In base ai risultati semestrali Intermonte ha ridotto da 13 euro a 11 euro per azione il target price: gli analisti hanno confermando la raccomandazione "Outperform" sul titolo. Secondo gli esperti di Intermonte la società ha registrato "risultati piuttosto deboli", sostanzialmente in linea con le loro stime per quanto riguarda ricavi ed ebitda. Le principali aree di criticità sono state rilevate nella divisione cosmetica, penalizzata dall'internalizzazione della produzione da parte di un cliente importante e dalle tempistiche di alcuni progetti di sviluppo. 

Punto debole anche la pressione sui margini, causata dai minori volumi nel segmento Nutra, che ha comportato un temporaneo sotto-assorbimento dei costi fissi: a questo si sono aggiunti i costi di avviamento del nuovo stabilimento farmaceutico, attualmente in fase di progressivo aumento della capacità produttiva. 

Sempre secondo gli analisti, la conference call con il management dell'azienda ha trasmesso un "messaggio costruttivo", sebbene la normalizzazione di queste difficoltà possa richiedere del tempo. Intermonte ha ridotto le stime sui ricavi del 4%-5%, riflettendo una ripresa più graduale nel secondo semestre per i segmenti Nutra e Cosmetica. 

Gli analisti prevedono ora un margine ebitda rettificato del 13,5% nel 2026 (rispetto al precedente 14,9%), con un miglioramento sequenziale nel secondo semestre e un percorso di ripresa più realistico per il biennio 2027-2028. In termini pratici, la precedente previsione di un Ebitda di circa 40 milioni di euro per il 2026 è stata posticipata di un anno, al 2027.

"Nonostante le difficoltà a breve termine siano destinate a persistere ancora per un po' - scrivono gli analisti - manteniamo una visione costruttiva sulla tesi di investimento di Fine Foods nel medio periodo, sostenuta dal suo posizionamento unico come unico CDMO indipendente in Italia attivo nei settori Nutra, Pharma e Cosmetica, si legge nella ricerca. I principali fattori chiave includono l'aumento della capacità produttiva dello stabilimento farmaceutico di Brembate, l'integrazione di Sofar e la graduale ripresa della domanda nel segmento Nutra. È interessante notare che, nel 2027, la divisione Pharma è destinata a superare quella Nutra, portando a un mix di ricavi del gruppo più equilibrato e resiliente".

Fc - 62936

EFA News - European Food Agency
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