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CLARA MOSCHINI

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Il riciclo inciampa nella procura di Milano

Inchiesta su Synextra: Corepla avrebbe "colposamente agevolato" l'illecita gestione

È appena stato mominato, a giugno scorso, Giorgio Quagliuolo nuovo presidente di Corepla il Consorzio nazionale per la raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica (leggi jotizia EFA News), che ha già una brutta grana da sbrigare. È andata a finire sotto inchiesta penale, infatti, Synextra spa, società che ha un rapporto di filiera commerciale con il consorzio Corepla. I pm Silvia Bonardi, Cristian Barilli e Paolo Storari, sulla base di intercettazioni, videoriprese e testimonianze di dipendenti, hanno notificato a Synestra e a otto suoi dirigenti (tra cui il presidente Fabio Mosca) un "avviso di conclusione delle indagini" per l’ipotesi di reato di gestione abusiva di rifiuti nel 2023-2024. 

Alla società viene contestato il fatto di aver "sistematicamente mescolato i rifiuti di provenienza Corepla (e cioè quelli di matrice plastica da rifiuti urbani) con altri rifiuti anche industriali o speciali, attribuendo classificazioni arbitrarie al materiale e manipolando le analisi qualitative da svolgere sui rifiuti di competenza consortile al fine di farli risultare come prodotti all’interno dell’impianto per il consorzio".

Secondo gli inquirenti, l’interesse economico di Synextra sarebbe stato quello di aumentare "l’indice di performance", una sorta di classifica dei centri di selezione e stoccaggio che consente di ricevere da Corepla (da cui proveniva già quasi il 70% del fatturato di Synestra) sempre maggiori quantità di rifiuti, e quindi introitare più profitti economici possibili senza badare alla reale capacità produttiva dell’impianto di Corsico, a Milano. 

Ieri, la Procura di Milano sezione Misure di prevenzione ha disposto l’amministrazione giudiziaria del non indagato Corepla  per aver conosciuto ma "sostanzialmente ignorato", con l’omissione di adeguati modelli organizzativi - secondo i magistrati la società mischiava materiali diversi e manipolava le analisi - e dunque "colposamente agevolato", l’illecita gestione dei rifiuti. L'attività criminosa, secondo gli inquirenti, veniva praticata da Synextra spa soprattutto nel Centro di selezione e stoccaggio di Corsico tra il 2023 e il 2025 per "un profitto in capo a Synextra di almeno 58,3 milioni di euro" tra ricavi diretti per la lavorazione dei rifiuti e "risparmio sui costi impiantistici dovuti al mancato corretto riciclo e smaltimento". Il consorzio Corepla, non indagato, subisce la misura di prevenzione "per averla colposamente agevolata".

Costituito per centrare gli obiettivi di riciclo e recupero di tutti i rifiuti di imballaggio in plastica nel territorio nazionale, Corepla è un consorzio di 2.426 produttori con 845 milioni di fatturato annuo e 15 milioni di perdite nel 2024: non ha scopo di lucro, ha personalità giuridica di diritto privato ma finalità di interesse pubblico, è regolato da uno statuto adottato in conformità ad uno schema del ministero dell'Ambiente di concerto con il ministero delle Attività produttive (che, infatti, esprimono due membri del collegio sindacale). Attivo nell’ambito del Conai-Consorzio nazionale imballaggi (che collabora con la raccolta differenziata dei Comuni in base a specifiche convenzioni e opera tramite sei consorzi per acciaio, alluminio, carta/cartone, legno, vetro e appunto plastica), Corepla riceve soldi pubblici di due tipi: un Contributo Ambientale Conai pagato dalle imprese sugli imballaggi immessi sul mercato nazionale, e i proventi delle vendite dei rifiuti valorizzati a valle della raccolta differenziata.

Secondo i magistrati questa "gestione arbitraria dei rifiuti dichiarati selezionati da Synextra e dei relativi scarti produceva inevitabilmente anomalie negli stoccaggi reali rispetto a quelli contabili". Per le giudici Giulia Cucciniello (relatrice), Paola Pendino (presidente) e Maria Profeta le "allarmanti criticità erano ben chiare anche al consorzio Corepla". Nel consorzio, per un interesse reputazionale a far vedere di centrare gli obiettivi (l’unica cosa importante, si sente nelle intercettazioni) "nessun dirigente ha intrapreso azioni mirate a contrastare il fenomeno, né tantomeno si è interrogato sui possibili risvolti penali". 

Anzi, sostengono gli inquirenti "questa situazione" dentro Synextra "veniva sistematicamente minimizzata dai responsabili di Corepla, che la riconducevano al più a mere violazioni contrattuali", invece di "eseguire efficaci ispezioni o audit per appurare la concreta operatività di Synextra, neutralizzare il rischio di gestione illecita ed abusiva dei rifiuti e orientare la condotta di Synextra verso una condotta rispettosa della normativa di settore". 

L’esistenza di una condotta censurabile su un piano di rimproverabilità per negligenza o imperizia, pur senza che ovviamente sconfini nella rilevanza penale del dolo di concorrere in un reato o di favoreggiarlo, è il presupposto della misura di prevenzione prevista dall’articolo 34 del decreto legislativo 159/2011, volta (con la nomina per un anno di un amministratore giudiziario) ad aiutare Corepla a bonificare ciò che il non indagato consorzio da solo non avrebbe saputo bonificare nei rapporti con la indagata Synextra.

Fc - 63086

EFA News - European Food Agency
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