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CLARA MOSCHINI

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Veneto. Crisi idrica: istituito tavolo tecnico per gli invasi

Ass. Bond: "L’acqua va gestita tutto l’anno, non quando è già finita”

“La siccità non può più essere affrontata soltanto quando arriva. Se la crisi idrica torna con una frequenza sempre maggiore, anche la programmazione deve cambiare passo: l’acqua va governata dodici mesi all’anno, quando c’è e quando può essere accumulata, per poterla utilizzare quando serve, L’acqua che oggi non accumuliamo è acqua che domani potremmo non avere”.

E’ con questa impostazione che l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha riunito a Mestre le associazioni di categoria agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confederazione Agricola e Alimentare e Copagri) insieme ad Anbi Veneto, per il primo incontro del Tavolo tecnico regionale sulla crisi idrica, con l’obiettivo di coordinare gli interventi strutturali e le azioni necessarie per affrontare le sempre più frequenti situazioni di scarsità della risorsa, in particolare per l’agricoltura. Il Tavolo metterà quindi a sistema priorità, progettualità e fonti di finanziamento, definendo un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza idrica del Veneto e garantire la disponibilità d’acqua per le imprese agricole.

“Se affrontiamo una crisi idrica ogni due o tre anni, non possiamo più comportarci come se la siccità fosse un’eccezione", sottolinea Bond. "Dobbiamo ragionare come se fossimo chiamati a prevenire l’emergenza tutto l’anno. Significa sapere quanta acqua abbiamo, dove si trova, come viene utilizzata, quanto possiamo accumularne e come possiamo distribuirla nel momento del bisogno. La gestione dell’acqua non può iniziare quando i fiumi sono già bassi e i campi sono già in sofferenza”.

Il nuovo Tavolo nasce quindi con un obiettivo molto concreto: definire una strategia condivisa per aumentare la resilienza del sistema irriguo veneto, attraverso un piano straordinario per l’individuazione, il recupero e la realizzazione di invasi e bacini di accumulo sull’intero territorio regionale: “Il confronto con il mondo agricolo e con Anbi ci consegna una responsabilità precisa", continua l’assessore. "Non partiamo da zero e non dobbiamo inventare oggi ciò che serve domani. Abbiamo già un quadro conoscitivo dei possibili bacini e un parco di progetti costruito negli anni insieme ai Consorzi di bonifica. Ora dobbiamo fare il passaggio successivo: individuare le priorità, trovare le risorse e trasformare i progetti in cantieri”.

Il riferimento è al “Quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico”, elaborato dalla Regione in collaborazione con Anbi Veneto e approvato dalla Giunta regionale. Il documento costituisce la base strategica per la successiva progettazione degli interventi e per la loro candidatura alle diverse fonti di finanziamento.

La strategia indicata dall’assessore si muove su due direttrici parallele: da una parte aumentare la capacità di accumulo, dall’altra migliorare immediatamente la gestione della risorsa disponibile: “Gli invasi sono indispensabili, ma da soli non bastano", spiega Bond. "Dobbiamo contemporaneamente risparmiare acqua, rendere sempre più efficienti i sistemi irrigui, ottimizzare le derivazioni e gestire in maniera dinamica le disponibilità. La strategia deve essere doppia: nel breve periodo governare meglio l’acqua che abbiamo; nel medio e lungo periodo averne di più da accumulare e distribuire”.

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EFA News - European Food Agency
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