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CLARA MOSCHINI

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Svizzera: secco "No" al vegetarianesimo forzato

Referendum sconfessa linea ambientalista radicale. Scettici persino i Verdi

L'alimentazione sostenibile è un tema che non entusiasma gli svizzeri. Tutt'altro. Ne è la riprova l'esito dell'ultimo referendum popolare, che ha respinto la proposta di legge popolare per il rafforzamento delle derrate alimentari vegetali e dell'acqua potabile pulita. L'iniziativa era stata depositata il 16 agosto 2024 corredata da 112.736 firme valide ed è stata bocciata con il 72,5% di no, al fronte di un'affluenza alle urne del 47,03%.

Il testo sollecitava un incremento delle derrate alimentari nazionali in modo da ridurre la dipendenza dall'estero del Paese elvetico e aumentare la sicurezza alimentare. Per tale obiettivo, il quesito referendario indicava di puntare sull'incremento della produzione alimentare vegetale, a scapito di quella animale, portando il tasso di autoapprovvigionamento netto dall'attuale 45% ad almeno il 70% entro dieci anni.

L'iniziativa è stata però giudicata troppo radicale, al punto che persino le associazioni ambientaliste hanno preso le distanze, mentre i Verdi hanno concesso libertà di voto. Tutti gli altri partiti si sono espressi per il No. A fronte dell'esigenza condivisa di un maggiore approvvigionamento idrico (anche la Svizzera, come il resto d'Europa è stata penalizzata durante l'estate dalla forte siccità), l'opinione pubblica ha evidentemente ritenuto una forzatura sbilanciare in modo così netto l'agricoltura a scapito della zootecnia che, storicamente, rappresenta un punto di forza imprescindibile per l'economia elvetica.

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EFA News - European Food Agency
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