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CLARA MOSCHINI

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Forum del Largo Consumo: settore che vale 600 mld di euro

Vertice tra industria, distribuzione e istituzioni promosso da Centromarca e IBC

Si è svolto oggi a Roma il Forum del Largo Consumo, promosso da Centromarca e IBC, evento che ha riunito industria, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni per discutere delle principali trasformazioni economiche e sociali del settore e individuare priorità e possibili risposte di medio e lungo periodo.

Il Largo Consumo genera 600 miliardi di euro di giro d’affari, 196,7 miliardi di valore aggiunto, quasi il 10% del PIL nazionale, occupa 4,19 milioni di persone e realizza 84,9 miliardi di euro di export. Nel decennio 2015-2025 il valore aggiunto è cresciuto del 46,5% e l’export del 94,1%.

Numeri che restituiscono la dimensione economica di un comparto che incide sulla crescita, sull’occupazione e sulla capacità competitiva del Paese. Il suo ruolo è riconosciuto anche dai cittadini, infatti, secondo la ricerca SWG per Centromarca, il 45% degli italiani lo considera uno dei comparti fondamentali per il futuro economico del Paese. Un valore che colloca il Largo Consumo subito dopo il turismo, indicato dal 49% degli italiani, e davanti a ricerca e innovazione (39%) ed energia (38%), confermandone la rilevanza strategica per il futuro dell’Italia.

Il Forum è partito da queste evidenze per affrontare alcuni dei temi più importanti per imprese e famiglie: potere d’acquisto, evoluzione dei consumi, crescita del Fuori Casa, competitività delle PMI e cambiamenti demografici.

Secondo un’elaborazione Nomisma su dati ISTAT per Centromarca, nel 2024 il 70% della spesa media mensile delle famiglie è costituito da spese obbligate: abitazione e utenze rappresentano da sole il 36%, quasi il doppio di alimentari e bevande, che incidono per il 19%, seguono trasporti, con l’11%, e salute, con il 4%.

Tra il 2019 e il 2025 l’aumento cumulato del carrello in Italia è stato del 26,5%, contro il 30,5% della media europea. Il differenziale si ritrova negli alimentari lavorati (+26,6% in Italia contro +31,3% nell’Eurozona), nei non lavorati (+31,1% contro +34,8%) e nei beni per la casa e la persona (+13,1% contro +17,6%). Negli stessi anni, le imprese dell’Industria di Marca hanno dovuto affrontare forti aumenti dei costi di energia, materie prime e logistica.

Francesco Mutti, presidente di Centromarca, dichiara che “Quando parliamo di Largo Consumo parliamo di un settore centrale per l’economia italiana e presente ogni giorno nella vita delle famiglie. Per questo è importante affrontare temi come prezzi e potere d’acquisto partendo dai numeri e tenendo conto di tutti i fattori in gioco. Il Forum vuole essere proprio questo: un luogo nel quale industria, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni possano confrontarsi sulle trasformazioni in corso e sulle risposte necessarie per il futuro.”

La sessione pomeridiana, invece, promossa da IBC, ha portato al centro del Forum le PMI e le condizioni necessarie per sostenerne crescita, produttività e competitività. Per il biennio 2026-2027, tra i fattori esterni considerati più importanti dalle medie imprese figurano il miglioramento del contesto economico internazionale (81,7%), la riduzione del costo degli input produttivi (55,6%), la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro (40,7%) e delle barriere commerciali e del protezionismo (34,3%).

Flavio Ferretti, presidente di IBC, afferma: “Le PMI sono una componente fondamentale del tessuto industriale italiano. La loro capacità dicrescere dipende da condizioni esterne più favorevoli, ma anche dalla possibilità di innovare, aumentare la produttività e lavorare in modo più integrato con gli altri attori del mercato. Portare questi temi al Forum significa trasformare le esigenze delle imprese in un confronto concreto con le istituzioni sulle condizioni necessarie per competere e crescere.”

sav - 63435

EFA News - European Food Agency
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