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CLARA MOSCHINI

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Droni in agricoltura, Enac semplifica le autorizzazioni

Copagri: "Bene, ora stringere sulle linee guida"

“La fondamentale e attesa semplificazione delle procedure autorizzative per l’utilizzo dei droni in agricoltura rappresenta un importante passo avanti verso un’agricoltura sempre più moderna e sostenibile”. Lo afferma il presidente della Copagri Tommaso Battista esprimendo soddisfazione per il recente annuncio dell’Enac sullo snellimento dell’iter autorizzativo necessario a usare droni con dimensioni caratteristiche fino a 5 metri per operazioni in ambito agricolo, orticolo e forestale.

“La tecnologia corre velocemente e le norme e la burocrazia devono riuscire ad accompagnarla, senza rallentarla; se, da un lato, non si può certamente prescindere da tutti gli approfondimenti necessari a garantire la sicurezza, dall’altro bisogna evitare procedure eccessivamente complesse, che rischiano di impedire alle imprese agricole di utilizzare strumenti ormai maturi”, osserva Battista.

“La Copagri ha puntato da tempo sulle potenzialità dei droni per l’agricoltura di precisione, rappresentando alle istituzioni la necessità di implementare un quadro normativo che, per troppo tempo, ha reso estremamente complesso il loro utilizzo nei campi; un impegno che ha avuto anche una concreta applicazione sul territorio”, ricorda il presidente, facendo riferimento ai positivi risultati del progetto sperimentale S.F.I.D.A. (Smart Farming: Innovare con i Droni l’Ambiente), andato in scena qualche anno fa nelle Marche, proprio su impulso della Confederazione, e finalizzato a verificare le possibilità di impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto per il contrasto della mosca dell’olivo.

“Ora, però, è altrettanto fondamentale che questa più che positiva semplificazione, la quale auspichiamo possa dare una sensibile accelerata all’utilizzo dei velivoli di maggiori dimensioni, venga accompagnata da una spinta ugualmente decisa per utilizzare i droni ai fini irrorativi”, continua Battista, evidenziando l’importanza dell’innovazione introdotta con la legge 182/2025, che anche grazie al forte pressing della Copagri ha previsto l’utilizzo in via sperimentale per tre anni degli aeromobili per i trattamenti fitosanitari.

“Il problema è che per avviare questa attesa fase sperimentale sono necessarie delle linee guida che definiscano nel dettaglio le tipologie di terreni agricoli e di colture su cui poter effettuare gli interventi, nonché gli organismi nocivi e la tipologia di prodotti utilizzabili”, spiega il presidente, facendo notare, in conclusione, che “i termini per emanare il decreto interministeriale contenente queste imprescindibili indicazioni sono scaduti addirittura a marzo e, al netto di una prima bozza, del testo sembrano essersi perse le tracce”.

red - 63559

EFA News - European Food Agency
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