Istat. Spesa famiglie sostanzialmente invariata nel 2025
Alimentari e bevande crescono più degli altri prodotti
Secondo l’Istat, nel 2025, la stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.782 euro in valori correnti, sostanzialmente invariata rispetto ai 2.755 euro del 2024 (+1,0%); nel 2025 la dinamica inflazionistica è stata moderata e pari a +1,6% se calcolata tramite l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca).
Poiché la distribuzione dei consumi è asimmetrica e più concentrata nei livelli medio-bassi, la maggioranza delle famiglie spende un importo inferiore al valore medio. Il valore mediano (il livello di spesa per consumi che divide il numero di famiglie in due parti uguali) è pertanto inferiore a quello medio e, nel 2025, risulta pari a 2.338 euro (2.240 euro nel 2024).
Rispetto al 2024, risultano in crescita le spese delle famiglie per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche, che passano da 533 a 552 euro mensili (+3,6%) anche per effetto dell’aumento dei prezzi (+3,0% la variazione su base annua dell’Ipca, era stata +2,5% nel 2024); la quota di spesa totale destinata a questa divisione sale dal 19,3% al 19,8%. Nel dettaglio, crescono significativamente le spese destinate a caffè (+14,6%), acqua (+8,3%), pesce (+7,8%), oli e grassi (+6,7%), tè e infusi (+6,7%), carne (+5,4%), latte, altri prodotti lattiero-caseari e uova (+4,2%).
Le famiglie residenti possono mutare nel tempo le proprie abitudini di consumo e il cambiamento assume profili diversi a seconda della voce di spesa considerata.
Nel 2025, il 29,4% delle famiglie dichiara di aver limitato la spesa per cibo rispetto all’anno precedente, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati (era il 31,1% nel 2024), un terzo delle famiglie ha limitato quella per bevande (33,8%, dal 35,3% del 2024).
Rispetto al 2024, la spesa si riduce significativamente (-9,9%) tra le famiglie con persona di riferimento imprenditore o libero professionista (da 4.344 a 3.914 euro mensili) e cresce (+3,2%) tra quelle con persona di riferimento ritirata dal lavoro (2.602 euro mensili contro i 2.521 del 2024). Per le une, la contrazione è dovuta al calo della spesa per Beni e servizi non alimentari (-11,1%), mentre per le altre l’aumento si deve alla spesa per Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,5%). Incrementi significativi della spesa alimentare si osservano anche tra le famiglie con PR in cerca di occupazione (+15,1%) e con PR inattiva ma non ritirata dal lavoro (+6,5%).
In termini di composizione, le famiglie con almeno uno straniero destinano il 23,9% della loro spesa a Prodotti alimentari e bevande analcoliche (495 euro mensili) e il 38,6% ad Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (801 euro): se in famiglia tutti i componenti sono stranieri queste quote salgono, rispettivamente, al 24,0% (pari a 426 euro al mese) e al 41,3% (732 euro) della spesa totale.
Per le famiglie di soli italiani le incidenze sono molto più contenute (19,5% il peso degli alimentari, 35,8% quello dell’abitazione), ma corrispondono a livelli di spesa più elevati (558 e 1.023 euro al mese). Rispetto alle famiglie di soli italiani, quelle con almeno uno straniero destinano quote di spesa più contenute soprattutto a Servizi di ristorazione e di alloggio (4,1% contro 6,0%, pari rispettivamente a 86 e 172 euro mensili) e a Beni e servizi per la cura della persona, servizi di protezione sociale e altri beni e servizi (3,6% contro 4,8%, corrispondenti a 75 e 138 euro al mese). Tra le famiglie di soli stranieri la spesa destinata a Servizi di ristorazione e di alloggio rappresenta appena il 3,4% del totale, corrispondente a 60 euro mensili.
EFA News - European Food Agency