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CLARA MOSCHINI

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L’Italia che condisce: olio evo e sale non mancano quasi mai

Il succo di limone prende sempre più piede come alternativa e fa crescere il mercato

Il condimento nella cucina italiana non può mancare: lo dimostra la ricerca realizzata da AstraRicerche per Gruppo Polenghi, “Che condimento sei? L’Italia che condisce”, che rivela come 8 italiani su 10 condiscano ogni giorno, infatti, per il 77,7% il condimento è essenziale per la riuscita di un piatto. Allo stesso tempo, oggi c’è più consapevolezza e attenzione per quanto riguarda il consumo di sale: più di 1 italiano su 2 lo ha già ridotto o sta cercando di farlo, tra questi, oltre 2 su 10 (25,8%) utilizzano il succo di limone come alternativa per dare sapore ai piatti. Il limone è infatti considerato il condimento simbolo di freschezza dal 47,5% degli italiani.

Nelle abitudini di condimento degli italiani (più di 1 su 2 condisce più volte al giorno, a ogni pasto o quasi), l’olio extravergine d’oliva è al primo posto per utilizzo (78,7%), seguito da sale (65,6%), pepe e spezie (40,6%), erbe aromatiche fresche e aglio (33,6%), salse pronte (18,5%), aceto (18,3%) e succo di limone, fresco o già pronto (15,6%).

Quasi 8 italiani su 10 sperimentano con i condimenti e quasi 1 su 2 (47,8%) lo fa anche sui piatti della tradizione. Con il limone, la curiosità si spinge verso accostamenti meno consueti. Il 73,3% degli italiani ha già provato o vorrebbe provare la frutta fresca con sale e limone, il 70,5% caviale o ostriche con succo di limone e il 60,7% il gelato al limone con sale e olio extravergine d’oliva. Più divisivo il caffè con limone, già sperimentato o da provare per il 37,2%. La curiosità, però, corre più veloce della prova: il 39% degli italiani ha sperimentato al massimo uno degli abbinamenti proposti, ma vorrebbe provarne almeno due. Sono soprattutto i più giovani a mostrare maggiore apertura verso gli accostamenti più insoliti (48% tra i 18-29enni, contro il 31% tra i 50-65enni).

Quando si parla di succo di limone confezionato, gli italiani hanno le idee chiare su cosa cercano. Quasi 9 su 10 indicano l’origine 100% italiana tra le caratteristiche che favoriscono l’acquisto, seguono la purezza del succo senza acqua aggiunta e l’assenza di conservanti. Tra chi acquista il confezionato contano soprattutto la possibilità di conservarlo più a lungo e di ridurre gli sprechi, la praticità nel dosaggio e il risparmio di tempo e la comodità di averlo sempre disponibile in casa.

L’assenza di conservanti è tra le caratteristiche più ricercate, ma proprio su ciò che contiene il succo di limone confezionato restano dubbi e convinzioni diffuse. Più di 5 italiani su 10 (54,3%) pensano che contenga conservanti o additivi, 4 su 10 (39,3%) che non si tratti di vero succo e 6 su 10 (61,2%) gli attribuiscono un gusto diverso da quello spremuto. Eppure, anche il succo appena spremuto cambia con il passare del tempo: uno studio mostra che già nell’arco di 24 ore, tempo e temperatura di conservazione incidono sul contenuto di vitamina C.

Filippo Scandellari, Amministratore Delegato di Gruppo Polenghi, commenta: “Da 50 anni il limone è al centro della nostra storia. In questo tempo sono cambiate le abitudini alimentari, le esigenze dei consumatori e il modo di utilizzare un ingrediente profondamente radicato nella tradizione italiana. La ricerca ci restituisce un quadro interessante: cresce l’attenzione alla naturalità, alla provenienza delle materie prime e alla praticità, mentre si aprono nuove occasioni di consumo. Per noi questi risultati sono un punto di partenza per sviluppare prodotti che rispondano alle aspettative del mercato e, soprattutto, per dare al succo di limone il valore che merita. In Europa, secondo le nostre stime, il prodotto confezionato raggiunge una penetrazione media del 25%, contro oltre il 70% del frutto fresco: un divario che racconta quanto ci sia ancora da fare per far crescere la categoria. È su questa prospettiva che abbiamo costruito il nostro sviluppo, investendo in innovazione, filiera e mercati internazionali. Nel 2025 Gruppo Polenghi ha raggiunto 110 milioni di euro di fatturato, in crescita del 12% sull’anno precedente e del 50% negli ultimi cinque anni, con il 90% dei ricavi realizzato all’estero e un volume di succo commercializzato equivalente a 950 milioni di limoni. Numeri che riflettono un percorso di espansione commerciale e acquisizioni e che ci spingono a continuare a investire nella qualità del prodotto e nella valorizzazione del limone italiano.”

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EFA News - European Food Agency
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