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CLARA MOSCHINI

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Confimprese: nel 2026 meno operazioni M&A, ma più strategiche

In crescita i segmenti food & beverage e agribusiness. Cala il peso del private equity

Dopo una crescita continua del comparto Consumer da 394 operazioni nell’intero 2022 a 431 nel 2025, il mercato italiano registra una fase di rallentamento del Merger&Acquistion nel confronto omogeneo tra i primi 8 mesi del 2025 e del 2026, passando da 273 a 251 operazioni (-8%). Tale diminuzione, tuttavia, non sembra segnare un calo di interesse per il settore, bensì una maggiore selettività negli investimenti. 

I segmenti food & beverage (+9%), retail (+14%), leisure & recreation (+52%) e agribusiness (+44%) sono infatti in crescita, mentre il fashion ha accusato un forte rallentamento (-40%). È quanto emerge dalla ricerca Retail & Finanza: i trend del mercato M&A, realizzata da PwC per Confimprese e presentata in occasione dell’annuale convegno Retail & Finanza dell’associazione svoltosi oggi in Borsa Italiana.

A segnare il vero cambio di paradigma, già emerso nel 2025 e confermato nel 2026, è soprattutto il profilo degli investitori. Questi ultimi assumono sempre più le connotazioni di investitori strategici, che rappresentano tra il 70% e l’86% degli accordi conclusi, mentre si riduce il peso dei fondi di private equity.

Nella ricerca PwC il food & beverage domina la classifica con circa 60 operazioni, il cui aumento negli 8 mesi 2026 si concentra nei segmenti più direttamente collegati all’evoluzione dei comportamenti alimentari. Le categorie tradizionali restano importanti, ma sono meno dinamiche.

Nel dining & hospitality le operazioni sono in calo (29 vs 41 del 2025), ma cresce la polarizzazione delle operazioni tra format premium (Da Vittorio) e catene di ristorazione casual dining (Alice Pizza, Doppio Malto).

Anche il settore travel & hospitality continua ad attrarre l’interesse degli investitori, sostenuto dalla crescente domanda di esperienze premium da parte della clientela ad alta capacità di spesa. L’attenzione si concentra soprattutto su strutture alberghiere di fascia alta, capaci di differenziarsi attraverso servizi distintivi, posizionamento esclusivo e una forte componente esperienziale. Le future operazioni di M&A saranno sempre più orientate verso asset a elevato potenziale di crescita, come hotel premium, resort dedicati al wellness, piattaforme dotate di programmi loyalty consolidati e tecnologie in grado di migliorare l'esperienza degli ospiti, l'efficienza distributiva e la gestione dei ricavi.

Più articolato il quadro della ristorazione. Gli investimenti dei fondi di private equity nel settore hanno visto allungarsi gli orizzonti di uscita, anche a causa degli effetti della pandemia, che per oltre due anni ha frenato la crescita e, in alcuni casi, messo in discussione la sostenibilità dei modelli di business. L’aumento del costo del debito e i livelli elevati di leva finanziaria hanno ulteriormente accentuato le difficoltà di alcuni operatori, accelerando il ricorso a operazioni straordinarie. In questo contesto, la principale tesi di investimento sarà legata alla costruzione di piattaforme multi-brand e alla creazione di gruppi di maggiore dimensione. I nuovi capitali tenderanno invece a orientarsi verso i segmenti health & beauty e hospitality, privilegiando insegne caratterizzate da una forte componente esperienziale, di benessere e di lifestyle.

red - 64024

EFA News - European Food Agency
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