It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube

Istat, export alimentare +7,8% a febbraio

Filiera Italia: "interessante la crescita del food&beverage italiano in Usa (+ 13%)"

“Anche febbraio si rivela mese record per le esportazioni alimentari del Made in Italy” dice Luigi Scordamaglia, numero uno di Filiera Italia, commentando le anticipazioni Istat dell’export che vedono per il 2019 il settore agroalimentare a +7,8% nel confronto con lo stesso bimestre dell’anno precedente. E se pare estremamente interessante la crescita del food and beverage italiano in Usa che segna un + 13% per il 2019 sul 2018, da Filiera Italia, l'organizzazione che riunisce il meglio del Made in Italy agroalimentare (oltre 50 marchi distintivi dell'unicità italiana insieme a Coldiretti in rappresentanza dell'eccellenza agricola), mettono in guardia: “Attenzione ai dazi, una scure che rischia di abbattersi sul 50% del nostro export verso gli Stati Uniti mettendo in pericolo olio, formaggio e vino, le nostre eccellenze e che potrebbe causare una perdita fino a 2 miliardi di euro ed è inutile illudersi che mercati alternativi possano compensare perché gli USA sono troppo importanti”. 

Riguardo invece al + 19,6% segnato dalle esportazioni verso il Regno Unito, è sicuramente dovuto all’effetto approvvigionamenti in stock in vista di una possibile hard Brexit.

”Insomma - prosegue Scordamaglia - l’export alimentare continua a essere il nostro fiore all’occhiello”. A preoccupare il numero uno di Filiera, sono  i consumi interni che non solo stentano a riprendersi ma su cui pesa anche la minaccia di un possibile aumento Iva: “Ci auguriamo che le dichiarazioni di Tria siano solo formali, laddove dice che bisogna trovare un'alternativa alla clausola di salvaguardia per l'Iva" dice Scordamaglia.

“L'aumento dell'Iva, lo dice la stessa Banca d'Italia, - prosegue il numero uno di Filiera Italia - provocherebbe un doppio effetto: recessivo sui consumi interni con una mancata crescita di oltre 0,3 punti di Pil e, soprattutto, un effetto di stimolo all'evasione e al sommerso”. “Netta la presa di distanza anche da quella parte di Confindustria che prende in considerazione tale eventualità, - sintetizza Scordamaglia - che va invece esclusa ad ogni costo senza se e senza ma".

agu - 7409

© EFA News - European Food Agency Srl