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CLARA MOSCHINI

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Manovra, Salvini incontra associazioni e parti sociali

Filiera Italia: "Rimettere al centro la produzione"

All'incontro con le parti sociali voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, per una "giornata di ascolto, confronto e proposta" hanno partecipato oltre 40 sigle, da Cgil, Cisl e Uil a Confindustria, da Confartigianato all'Abi, fino a Confedilizia, Legacoop, Confcooperative, l'Ania e Filiera Italia..

Luigi Scordamaglia, coordinatore di Filiera Italia ha evidenziato la necessità di mettere al centro del dibattito e delle politiche la produzione. “È la produzione che traina il Paese e innesca il giudizio positivo dei mercati. Produzione vuol dire: imprenditori lavoratori ed investimenti”. Investimenti che però ha sottolineato Scordamaglia “senza una vera semplificazione normativa e una revisione delle responsabilità degli amministratori locali, oggi impossibilitati a decidere, sono in stallo”. Hanno poi proseguito da Filiera Italia, la nuova organizzazione che rappresenta il meglio del Made in Italy agroalimentare “Prioritari  sono anche quegli strumenti che fanno sì che il dipendente trovi più soldi in busta paga, senza gravare sul costo del lavoro per l’impresa, costo che, per ora lavorata, in Italia è già ai massimi europei”.

“Del tutto condivisibile- secondo Scordamaglia - la direzione indicata dal vice -premier per la prossima manovra che prevede un forte taglio delle tasse per famiglie e i lavoratori dipendenti e la prosecuzione della riduzione degli oneri fiscali e burocratici per le imprese". Giudizio positivo, quindi, su riduzione del cuneo fiscale e sulla flat tax che secondo Scordamaglia concorrono “a un rilancio vero dei consumi interni, punto debole del Paese”. “Sul salario minimo, al di là di qualche settore che oggi non è coperto da ccnl, la vera concorrenza la fanno alcuni Paesi europei - ha continuato il numero uno di Filiera Itala -  se l’Europa vuole recuperare la disaffezione verso le istituzioni comunitarie, che in Italia è ai minimi europei (il 42% degli italiani si dice entusiasta dell'Ue contro il 68% della media europea - fonte Eurobarometro), deve armonizzare davvero le politiche dei suoi Paesi, dagli aspetti fiscali a quelli del lavoro alla creazione di strumenti finanziari europei, come gli Eurobond, da impiegare anche solo per investimenti strutturali strategici”.

E hanno concluso da Filiera Italia “ Dobbiamo avere parità di concorrenza, non accettare accordi bilaterali come il Mercosur in cui si consente l’ingresso in Europa a dazio zero a prodotti che fanno  dumping sociale e lavorativo, con l’utilizzo anche di manodopera infantile”.

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