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CLARA MOSCHINI

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Ordinanze anti-plastica, Tar in ordine sparso

Decisioni opposte, a pochi giorni di distanza, in Sicilia e in Abruzzo

La confusione sulle nuove norme sull'uso di contenitori di plastica monouso arriva anche nelle aule della giustizia amministrativa. Stiamo parlando delle nuove direttive dell’Unione Europea, relative alle limitazioni di utilizzo di contenitori monouso in plastica per i prodotti alimentari. A valle di queste norme alcune ordinanze regionali e comunali hanno cominciato a imporre divieti di vendita di bottigliette di bevande in PET in bar e chioschi. Il punto è che le norme saranno operative solo dal 2024, ma soprattutto che non prevedono il divieto delle bottiglie in plastica monouso, ma unicamente nuovi requisiti di fabbricazione e maggiori attività di raccolta e recupero. Obiettivi che la Direttiva indica a partire dal 2024 e da raggiungere in maniera graduale fino al 2030. 

Sono così scattati i primi ricorsi contro le ordinanze di alcune amministrazioni, come peraltro pronosticato (vedi EFA News del 10/6/2019), ma con esiti opposti.

Infatti, contrariamente a quanto avvenuto pochi giorni prima in Sicilia, il Tar Abruzzo ha respinto il ricorso, presentato dall’Associazione Gomma Plastica e la ISAP Packaging contro il Comune di Teramo, che aveva emanato un'ordinanza plastic free, tesa ad eliminare l’uso della plastica monouso all’interno del Comune e in tutte le manifestazioni pubbliche, a meno che non fossero costituiti da materiali compostabili e/o biodegradabili.

Il Tar della Sicilia aveva invece accolto il ricorso dei produttori di monouso, rappresentati in questo caso dalla Federazione Gomma Plastica/Unionplast, contro le ordinanze dei Comuni di Trapani e Santa Flavia (PA), che hanno adottato ordinanze Plastic Free, colpendo particolarmente bicchieri e palette, oltre che bottiglie, dei distributori automatici.

Per il momento le ordinanze emanate dai comuni di Trapani e Santa Flavia sono state bloccate e il confronto con le amministrazioni locali rimandate a luglio 2020. In teoria, accogliendo il ricorso e disponendo il blocco delle ordinanze, il Tar di Palermo avrebbe dovuto creare un importante precedente. Ma in Abruzzo i giudici amministrativi sono stati del parere contrario.


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