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CLARA MOSCHINI

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L'alimentazione equilibrata incide anche sulla vista

Nuovi studi sul microbioma oculare al congresso Sinut su nutraceutica e occhio

Anche gli occhi hanno un microbioma che può avere degli effetti sulla loro salute e sulla capacità visiva. Il microbioma oculare è un’area di ricerca emergente da cui ci si aspetta nuovi approcci terapeutici per il trattamento e la prevenzione di malattie e condizioni oculari. Il ruolo del microbioma oculare è uno dei temi del 6° Congresso su Nutraceutica e Occhio che si è svolto a Roma il 18 ottobre con il patrocinio della “Sapienza” Università di Roma e della SiNut (Società Italiana Nutraceutica). Al Congresso hanno partecipato i maggiori esperti di questo settore tra cui farmacologi, biochimici, nutrizionisti ed oculisti, e sono state trattate le principali tematiche legate all’alimentazione, all’ integrazione alimentare e alle più diffuse applicazioni cliniche dei prodotti nutraceutici nelle patologie oftalmiche.

Ormai diversi studi - spiega Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi Di Senso-Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea - hanno dimostrato che esiste un asse intestino-occhio tant’è vero che chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile in molti casi ha anche dei problemi di irritazione della superficie oculare”. 

In particolare, un recentissimo studio pubblicato di recente sulla rivista The Ocular Surface ha confermato che nell’occhio umano coesistono numerosi microhabitat batterici, la cui composizione riflette i livelli di esposizione all’ambiente esterno. Il genere più rappresentato sulla superficie oculare è il Corynebacterium, seguito da Staphylococcus, Streptococcus, Acinetobacter e Pseudomonas.  “L’equilibrio del microbioma - prosegue Scuderi - è importante non solo per il benessere intestinale ma anche per quello dell’apparato visivo e quando quest’equilibrio si rompe il microbioma può entrare in gioco nell’insorgenza di alcune patologie infiammatorie dell’occhio”.

Al Congresso si è parlato proprio di come si può contrastare lo stress ossidativo anche attraverso i nutraceutici, sostanze alimentari che si trovano in natura e che sono presenti nell’alimentazione di tutti i giorni ma concentrati in capsule o pillole per incrementarne i benefici in maniera esponenziale.  “In oculistica - affema Scuderi - gli alimenti nutraceutici trovano oggi un impiego sempre più diffuso sia nella prevenzione che nel trattamento, di diverse patologie oculari, tra cui la degenerazione maculare senile e il glaucoma”.  In particolare il Coenzima Q10 ha mostrato una sua funzione protettiva. Si tratta di una molecola che viene prodotta anche dal nostro organismo ma purtroppo i livelli di Coenzima Q10 nella retina umana si riducono del 40% con l’età.

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