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CLARA MOSCHINI

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Manovra, Centromarca contro nuove tasse su imballaggi e soft drink

Per l'associazione delle industrie dei beni di consumo è sbagliato orientare fiscalmente i consumi

Centromarca, l'associazione che raccoglie il fiore fiore delle industrie italiane attive nel segmento dei beni di consumo, entra con forza nel dibattito sulla manovra e ribadisce la sua opposizione a nuovi tributi che colpiscono i consumi. Una nota precisa che l'associazione "si pronuncia anche contro i provvedimenti di tassazione degli imballaggi in plastica e dello zucchero contenuto nei soft drink, inseriti nel Documento programmatico di Bilancio 2020. Le misure peserebbero sulle imprese, sulle famiglie e influenzando negativamente una domanda stagnante, contribuirebbero a minare il rilancio dell’economia e del Paese".

Secondo l'associazione guidata da Francesco Mutti, "l’imposta sulla plastica si aggiungerebbe al contributo destinato al sistema nazionale per la raccolta differenziata degli imballaggi. L’esborso addizionale è stimato in 2 miliardi l’anno. Il provvedimento, che non risulta finalizzato a una migliore gestione del ciclo dei rifiuti da imballaggio, penalizzerebbe una filiera che nel 2018 ha recuperato circa 2 milioni di tonnellate di plastica (1 milione avviate al riciclo e 986mila al recupero energetico) su un totale di 2.3 milioni immesse al consumo".

Anche la sugar tax avrebbe effetti negativi sulla dinamica del mercato dei soft drink zuccherati, già in contrazione costante da dieci anni (-25% di litri venduti). "Per altro  - precisa Centromarca - l’impatto della categoria dei soft drink sul piano nutrizionale è contenuto: 1% delle calorie negli adulti e 0,6% nei bambini. Fa riflettere che si vogliano orientare fiscalmente i consumi prescindendo dal fatto che, come è noto, non esistono alimenti buoni o cattivi in assoluto, ma regimi alimentari corretti o scorretti".

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