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Formaggi ovini, cresce l'apprezzamento dei consumatori

In 4 anni gli acquisti sono aumentati del 5,7% in quantità

Anche la produzione ha fatto un balzo in avanti, mettendo a segno un +21% nel quinquennio, e ottenendo buoni risultati sui mercati esteri: circa 1/3 dei formaggi pecorini prodotti nel nostro Paese prende oggi la via dell’export.

Sempre più formaggi di pecora nel carrello della spesa e sulla tavola degli italiani: in quattro anni le quantità di pecorini, caciotte e ricotte ovine acquistate sono aumentate del 5,7% e le famiglie acquirenti del 5,4%, come emerge da un’analisi condotta da Ismea. Anche la produzione ha fatto un balzo in avanti, mettendo a segno un +21% nel quinquennio, e ottenendo buoni risultati sui mercati esteri: circa 1/3 dei formaggi pecorini prodotti nel nostro Paese prende oggi la via dell’export. Un trend molto positivo per una famiglia di formaggi di cui l’Italia è un grande, apprezzato e riconosciuto produttore, e che godono di una notevole reputazione tra i consumatori, italiani e stranieri, poiché sono associati a tutti i principali valori richiesti a un prodotto alimentare: tradizione, qualità, genuinità, gusto, sostenibilità e biodiversità.  

I formaggi pecorini sono vissuti come un alimento sano, tipico, versatile, saporito e che si adatta anche ai gusti moderni e a molteplici occasioni di consumo, dall’aperitivo al pasto easy. Forti di questo vissuto molto positivo, spiega Assolatte, i pecorini sembrano avere un grande potenziale per accrescere la loro presenza sul mercato nazionale, dove i consumi sono storicamente bassi (0,9 kg annui pro capite) e stagionali (con un picco in primavera e una ripresa in autunno). Resta notevole anche la capacità dei pecorini di continuare a espandersi in tutto il mondo: infatti l’export continua a essere una variabile strategica per l’equilibrio e la performance economica di questa filiera. Lo ha dimostrato nel corso del 2019, quando ha ampiamente recuperato il calo dell’anno precedente (-28,6% sul 2017), determinato dalla crisi negli Usa: nei primi sette mesi del 2019, l’export di pecorini ha messo a segno una crescita del 41%. 

Quello dei formaggi ottenuti a partire da latte di pecora è un segmento importante del comparto caseario italiano: il latte raccolto dalle imprese di trasformazione è praticamente tutto destinato alla produzione di formaggi, arrivata nel 2018 a 75.880 tonnellate. Notevole l’incidenza delle produzioni certificate e tutelate: sono 18 i prodotti lattiero-caseari italiani a base di latte di pecora, in purezza o misto, che hanno ottenuto la Dop (Denominazione di origine protetta). Sono rappresentativi dello straordinario patrimonio caseario italiano e vanno dal Pecorino Romano al Pecorino Toscano, dalla Ricotta Romana al Pecorino Sardo, dal Murazzano al Fiore Sardo, dal Canestrato Pugliese alla Vastedda della Valle del Belice alla Casciotta d’Urbino, solo per citarne alcuni. Complessivamente le produzioni tutelate ammontano a 34.393 tonnellate, pari a circa il 45% dei volumi nazionali di formaggi ovini. A livello di vendite i pecorini Dop rappresentano il 58,9% degli acquisti domestici di formaggi ovini in volume.

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© EFA News - European Food Agency Srl
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