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CLARA MOSCHINI

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Pandemia: col decreto Trump vola il prezzo della carne Usa, la più esportata

Il ricorso al Defense Production Act peserà sul commercio internazionale

Volano su valori record le quotazioni della carne negli Stati Uniti dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato agli impianti di lavorazione della carne di restare aperti. E’ quanto emerge da un'analisi Coldiretti in riferimento alla decisione dell’Amministrazione Usa di avvalersi del Defense Production Act, la legge varata negli anni 1950 durante la guerra di Corea per riorientare la produzione di alcune industrie.  Una scelta  scaturita dalla necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti ai consumatori dopo le minacce di chiusura degli stabilimenti di macellazione a causa dell’emergenza coronavirus. 

Gli Stati uniti sono tra i primi cinque esportatori mondiali di carne, e le tensioni produttive sono destinate a farsi sentire sul commercio internazionale. Lo scorso anno  la Commissione europea aveva raggiunto un accordo di principio con gli Stati Uniti per concedere una quota di importazione di 35.000 tonnellate di carne di manzo senza ormoni nell'ambito dei più ampi negoziati commerciali tra l'Ue e gli Usa per tentare di evitare l'imposizione da parte dell'amministrazione Trump di dazi.

 

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