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Copagri Lombardia: latte, misure Commissione Ue insufficienti

No ad ammasso in polvere, sì a riduzione volontaria della produzione

Roberto Cavaliere: con il direttivo dell'European Milk Board concordate azioni comuni il 7 maggio prossimo in tutta l’Ue; in Italia iniziativa a Cremona

“In seguito all’approvazione da parte della Commissione UE di un nuovo pacchetto di misure anticrisi per gli agricoltori alle prese con le conseguenze della pandemia del Coronavirus, torniamo a ribadire con forza la stringente necessità di dotare l’Unione Europea e l’Italia di un Programma di responsabilità di mercato-PRM, strumento fondamentale per favorire la programmazione ed evitare le sovrapproduzioni, così da anticipare e contrastare le crisi di mercato che si profilano all’orizzonte”. Lo sottolinea il presidente di Copagri Lombardia e dell’Associazione Produttori Latte della Pianura Padana-APL Roberto Cavaliere, dando notizia degli esiti dell’ultima riunione del direttivo dello European Milk Board-Emb, l’organizzazione europea di cui fa parte anche l’Italia con l’APL Pianura Padana, associata della Copagri Lombardia.

“Come European Milk Board, che riunisce le più importanti organizzazioni di allevatori di latte del Continente provenienti da ben 15 Paesi, riteniamo del tutto insufficiente il pacchetto di misure messo sul tavolo dall’esecutivo comunitario in favore del comparto lattiero-caseario comunitario, che continuano a insistere su strumenti ormai superati, quali l’ammasso privato di polvere di latte, invece di puntare sulla riduzione volontaria della produzione”, spiega Cavaliere. “Per tali ragioni, il direttivo dell’EMB ha concordato di mettere in atto una serie di azioni di sensibilizzazione che si terranno in tutta Europa il prossimo 7 maggio, quando in tantissime zone del Continente verranno dispersi sui campi modesti quantitativi di latte in polvere, ‘sparati’ dai soffiatori di paglia e da altri macchinari agricoli; in Italia, una iniziativa del medesimo tenore si terrà in un’azienda agricola del cremonese”, prosegue il presidente.

 “La nostra richiesta -conclude- è semplice e pronta da attuare: chiediamo al Governo e all’Europa uno strumento di gestione delle crisi che non preveda meri sussidi o indennizzi a pioggia agli allevatori, ma una vera e propria pianificazione, basata sul taglio volontario della produzione a livello comunitario e su un’integrazione per il latte non prodotto; uno strumento di questo tipo, oltre a garantire tutti i produttori europei, avrebbe un costo significativamente inferiore a quello necessario ad attivare altre misure, quali l’ammasso e l’intervento privato”

 

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