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CLARA MOSCHINI

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Federazione Latterie Alto Adige fa il Bilancio 2019

Anno positivo per il latte altoatesino, ma la crisi 2020 si fa sentire...

L’Assemblea generale della Federazione ha messo in luce la stabilità del 2019 rispetto agli anni precedenti, e le difficoltà nel 2020 dovute all’emergenza Covid-19, i cui effetti sul sistema sono già evidenti

Sostanziale stabilità di prezzi e quantitativi prodotti e minima regressione dei fornitori sono tra gli elementi postivi del Bilancio annuale 2019 della Federazione Latterie Alto Adige. Riunitasi il 28 maggio scorso, L’Assemblea generale ha fatto il punto sull’anno passato e discusso sugli scenari attuali e futuri in relazione alla crisi economica derivata dalla diffusione del Coronavirus. Soddisfazione per l’anno trascorso nelle parole del presidente della Federazione Joachim Reinalter, che ha confermato quanto anticipato in una intervista esclusiva con EFA News lo scorso 10 aprile: “l’anno lattiero-caseario è stato positivo. "Sono stati consegnati alle latterie 399,1 milioni di kg di latte di vacca (solo l'1,7% in meno rispetto al 2018) e 1,54 milioni di kg di latte di capra (il 5,4% in più dell’anno precedente)". I quantitativi provengono da 4.509 fornitori di latte attivi, 182 in meno dell’anno precedente. Un dato interessante per gli allevatori è inoltre il prezzo del latte, che, corrispondente a 51,20 centesimi/kg, è leggermente più alto rispetto al 2019 (50,64 €), riporta oggi una nota della Federazione.

Sono nove le aziende riunite nella Federazione Latterie Alto Adige che vendono prodotti famosi in tutta Italia con l'inconfondibile marchio Qualità Alto Adige: Mila, Brimi, Latteria Vipiteno, Latteria Sociale di Merano, Latteria Tre Cime Mondolatte, Latteria Lagundo, Latteria Burgusio, Caseificio Sesto e Caseificio Val Passiria. Insieme hanno raggiunto nel 2019 un fatturato complessivo di 525 milioni di euro, di cui circa il 15% di export.

Se il 2019 può considerarsi un anno nella norma per la Federazione Latterie Alto Adige, a preoccupare è il 2020, già colpito dalla crisi sanitaria ed economica e per cui si prospettano ripercussioni sull’intero sistema altoatesino, alcune delle quali già evidenti. “A causa del lockdown in tutta l’Europa i nostri mercati sono crollati, tutti ad eccezione di quelli nel territorio nazionale – spiega  Reinalter –. Anche sul mercato altoatesino e italiano sono venuti meno però i grandi acquirenti della gastronomia e dell’industria alberghiera, con gravi conseguenze per la vendita di latte fresco, formaggio e formaggio da taglio. Se è vero che nel pieno della crisi abbiamo assistito a un netto spostamento della distribuzione dall’Horeca. alla GDO per via dello stallo del primo canale e dell’incremento di richieste nel secondo, il quale ha in parte compensato le perdite, è altrettanto vero che la ripartenza appare ancora lenta”.

 Inoltre, la vendita di formaggi nel settore alimentare al dettaglio ha subito grandi perdite. "Il nostro formaggio è da banco ed è stato evitato in favore di prodotti già confezionati e di più lunga durata, soprattutto a causa della ridotta frequenza di spesa - spiega il presidente -. Questo, la stagione turistica insolita e il calo quasi totale delle esportazioni hanno causato un eccesso di offerta". I magazzini di formaggi nei caseifici sono pieni e il latte deve essere trasformato in prodotti con una resa minore. "Questo è anche il motivo per cui speriamo che i consumi di prodotti lattiero-caseari aumentino presto, in conseguenza di una vicina ripresa della gastronomia e del turismo".

 La Federazione mantiene quindi posizioni caute rispetto al futuro: "Non potremo certo pareggiare le vendite degli ultimi anni e sarà così probabilmente per un bel po' di tempo – commenta ancora il presidente –. Inoltre, c'è un surplus globale di latte dovuto alla crisi, che a sua volta sta deprimendo i prezzi con conseguenze che si faranno sentire anche in Alto Adige. Il 2020 sarà quindi un anno estremamente difficile e non possiamo che prenderne coscienza. La Federazione sarà però al fianco delle latterie e di tutti i produttori per affrontare al meglio i tempi che verranno, a testa alta e con grande senso di responsabilità, forte del valore della nostra produzione, del lavoro della nostra comunità e del saper fare del nostro territorio, che non verranno meno con la crisi".

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