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CLARA MOSCHINI

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Decreto Rilancio, 90 milioni al settore zootecnico

Levoni (Assica): "Bene fondi per produzione suina primaria, ma mancano risorse per il resto della filiera"

Il 2019 ha messo a dura prova le aziende di produzione dei salumi a causa delle difficoltà dell’export, delle incertezze sulla scena degli scambi internazionali e soprattutto della carenza di carne suina europea, acquistata massicciamente dalla Cina per esigenze alimentari impellenti, A queste, si sono aggiunte gli imprevedibili e duri effetti della pandemia mondiale che nel 2020 ha aggravato la capacità produttiva e commerciale delle aziende, esponendole, per effetto delle sole misure di lockdown, a perdite di fatturato stimabili in 250 milioni di euro al mese.

Per questo siamo convinti che tutta la filiera della salumeria italiana meriti un’attenzione particolare, per poter essere messa in condizione di ripartire con le risorse necessarie a garantire un rilancio costante e duraturo. Tutta le aziende del settore devono avere a disposizione i mezzi per poter intervenire e dare stabilità ai numerosi shock che hanno vissuto e che tutti gli analisti si aspettano nuovamente nel prossimo futuro, mettendo le imprese nella condizione di garantire sempre il lavoro a tutti gli addetti del comparto e della filiera tutta” – ha affermato il Presidente di Assica, Nicola Levoni

Il nuovo testo emendato durante i lavori d’aula del DL Rilancio è molto diverso rispetto a quello messo inizialmente a punto dal governo: le consistenti risorse (500 milioni di euro) dedicate a interventi di sostegno strutturale per tutte le filiere agroalimentari sono diventate un mero sgravio fiscale per il settore primario: sicuramente un aiuto utile, ma dedicato ad un solo anello della filiera agroalimentare. Allo stesso modo i 90 milioni riservati al settore zootecnico sono una preziosa riserva per misure di aiuto, ma certamente non bastano né a soddisfare le esigenze di tutta la zootecnia nazionale né per intervenire a ristoro di tutti i livelli della filiera produttiva.

“Parliamo in sintesi di 30 milioni di euro di indennità agli allevamenti e 10 milioni di euro all’ammasso dei prosciutti crudi stagionati DOP. Ci aspettavamo uno sforzo più articolato per sostenere in modo organico un comparto industriale che ha sempre garantito approvvigionamenti a tutta la popolazione, assicurando la continuità operativa di tutta la filiera e trovatosi di recente a doversi sobbarcare anche l’onere di un’etichettatura d’origine delle carni nei salumi. Un obbligo certamente atteso da lunghi anni, ma che comporterà un ulteriore aggravio di costi alle aziende alle prese con una ripartenza post pandemia tutta in salita”, ha proseguito Levoni.

Auspichiamo che l’azione di governo non si fermerà a questo provvedimento e che a breve potranno essere riallocate ulteriori risorse e previste misure a beneficio anche di tutti gli altri produttori di carne fresca e degli altri pregiati salumi che al momento non riceveranno misure specifiche di aiuto, ma potranno comunque beneficiare di 4 milioni di euro messi a disposizione dal tavolo indigenti e dagli ulteriori stanziamenti del tavolo (per complessivi 250 milioni di euro) che sono ancora in attesa di essere approvati in via definitiva.

“L’attenzione dimostrata da tanti onorevoli e senatori in parlamento e dalla Ministra Bellanova e dal Ministro Patuanelli per le difficoltà del nostro settore già dallo scorso 2019, ci permettono di guardare comunque con ottimismo alla possibilità di realizzare la nostra ambizione di dare slancio ad una ripartenza organica dell’intero comparto, fiore all’occhiello del food made in Italy nel mondo, senza dimenticare alcun anello della filiera e mettendo in campo azioni di ampio respiro e non solo misure straordinarie di soccorso immediato” ha concluso il Presidente di Assica.

red - 12570

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