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Felicità/3: Pizza surgelata rappresenta il 20% dei consumi

Gli ultimi dati dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati

Artigianale o surgelata, in Italia è boom di consumi di pizza: ne mangiamo a testa quasi 8 kg all’anno, di cui oltre 1,5 “sottozero”

Bianca o rossa, tradizionale o gourmet, artigianale o surgelata, non esiste luogo in tutto il mondo in cui la pizza non rappresenti l’emblema della felicità a tavola. E i numeri del business legati a questa pietanza - tra le più amate e conosciute nei 5 continenti - testimoniano un trend in continua ascesa, anche nel comparto “sottozero”: nell’ultimo anno, gli italiani ne hanno mangiato oltre 1kg e mezzo a testa, privilegiando nella scelta la classica “Margherita” (tra più di 45 tipologie presenti in commercio) e i consumi di pizze surgelate rappresentano oggi il 20% circa del mercato complessivo. È questa la fotografia scattata dall’ Iias – Istituto Italiano Alimenti Surgelati – che, in occasione della “Giornata mondiale della felicità”, ha reso noti numeri, tendenze e curiosità di questo segmento merceologico in grado di ingolosire e rallegrare i consumatori di tutte le età. La pizza è un piatto che mette tutti d’accordo e nella sua versione “sottozero” ha saputo conquistare anche i mercati globali. Ecco perché non c’è da stupirsi se anche nel Belpaese, che è la patria di questo alimento, se ne mangi sempre di più: nel 2016 ne è stato consumato oltre un chilo a testa; nel 2017, i consumi hanno toccato complessivamente quota 91.500 tonnellate, con una crescita del +2,1% ed un exploit di consumo delle “pizze grandi”, che hanno guadagnato oltre il +7% sull’anno precedente (scendendo nel dettaglio, sono state consumate nel canale retail circa 50.000 tonnellate di pizze surgelate - a cui si aggiungono poi gli snack salati - e oltre 14.500 tonnellate nel catering). In soli 11 anni, dal 2006 al 2017, il valore di mercato relativo a questo prodotto è quasi raddoppiato: da 130 a 254 milioni di euro. 

Oggi, le mangiano più di 6 famiglie su 10 (63%) e la loro crescita traina quella dell’intero settore dei surgelati, al punto che le pizze hanno guadagnato negli anni una fetta sempre più significativa dei consumi complessivi dei surgelati nel nostro Paese. Una fetta che lo scorso anno è arrivata a superare il 12% del totale, complice anche la diversificazione dell’offerta, divenuta sempre più in linea con i trend alimentari emergenti (salutismo, ricerca del benessere, sensibilizzazione verso le intolleranze) e la rispondenza alle diversificate abitudini di consumo degli Italiani. “Un buon cibo può donare felicità e migliorare l'umore, coinvolgendo tutti i sensi e regalando veri attimi di soddisfazione - commenta Vittorio Gagliardi, presidente IIAS - La pizza surgelata corrisponde esattamente a questo identikit:  è oggi associata a un’atmosfera di allegria, convivialità, buonumore; evoca la spensieratezza mentale di una ‘cena già risolta’: relax, tranquillità, informalità, zero impegno e massima resa; rimanda a un’elevata gratificazione in termini di esperienza di prodotto: sfizio, piacere, appagamento, calore del forno. Le occasioni di consumo sono molteplici, spesso più ‘rituali’ che ‘emergenziali’: la 'serata pizza' (familiare, di coppia o con gli amici) è percepita come un appuntamento atteso, ma anche il consumo individuale rientra nella dimensione della desiderabilità”.

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