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CLARA MOSCHINI

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Cattive acque per gli stabilimenti Sangemini

Domani incontro dei sindacati con Prefetto di Terni per convocare tavolo tecnico con la proprietà

Un buco nell’acqua. Quello che nel 2014 doveva essere un grande rilancio degli stabilimenti Sangemini alle porte di Terni (che imbottigliano, oltre a quella omonima, anche le acque Fabia, Grazia, Aura e Amerino) da parte del polo Acque Minerali d’Italia di proprietà della famiglia Pessina, si sta rivelando ormai una mission impossible visto che negli stabilimenti manca di tutto, dalle bottiglie ai tappi alle etichette fino ai bancali. E, sostengono i sindacati, i rivenditori, non pagati, non vanno neanche a commercializzare il prodotto. Con un conseguente crollo delle vendite, secondo fonti interne, del 50% negli ultimi tre mesi. Lo stato di crisi dell’asset principale di famiglia, la Pessina Costruzioni, sta insomma pesando in modo rilevante sul comparto acque AMI. 

Che insieme allo storico gruppo Norda (vedi articolo EFA News del 20/2/20 sullo stato di agitazione nello stabilimento di Vicenza) e alla Sangemini Acque comprende anche Monticchio Gaudianello, per un totale di oltre 26 marchi, oltre 8 siti produttivi e 450 dipendenti. Con 180 milioni di pezzi prodotti nel 2014 solo a Sangemini, che nel 2019 sono scesi a 160, contro i 220 milioni previsti dall’accordo del 2014. Secondo i sindacati proprio l’accorpamento di tanti marchi, invece che valorizzarne le specificità, ha finito per sacrificarne il valore, contribuendo così a peggiorare la crisi. Che al momento non vede sbocchi: lo scorso 17 febbraio la proprietà non si è presentata al consiglio comunale aperto indetto a San Gemini proprio per parlare della vertenza. 

“Dal 2014 l’iter scelto da Pessina è stato costellato di scelte sbagliate”, spiega Riccardo Liti, operaio alla Sangemini e delegato Rsu per la Flai Cgil. “Dal re-brandig del marchio, con una bottiglia trasparente, lontanissima per forma e riconoscibilità da quella storica verde, al cambio della mission dell’acqua stessa, trasformata da prodotto curativo (un tempo si vendeva in farmacia) ad acqua per gli sportivi, gli errori non si contano… un’acqua così ricca di calcio non può andare bene per lo sport! Si è svilito il lato nobile di questo prodotto. E poi la scelta di affidare la rete di vendita ad un solo rappresentante ha fatto sì che tutte le acque diventassero intercambiabili tra loro: e invece la Sangemini è un’acqua premium, di fascia superiore, che meritava una rete di vendita dedicata. La stessa Fabia, che aveva nel sud la sua roccaforte (quasi il 70% del mercato) è stata progressivamente sostituita con la Gaudianello, che ha beneficiato invece del rinnovamento degli impianti”. 

Né gli accordi stipulati nel 2018 tra Regione, sindacati e proprietà sono stati rispettati. “Erano previsti 20 milioni di investimenti, destinati agli impianti e alla nuova linea vetro”, insiste ancora Liti, “ma solo una minima parte ha avuto luogo mentre il vetro non è mai partito, insieme a un nuovo prodotto destinato agli aperitivi. E nemmeno i colleghi nel frattempo andati in pensione sono stati sostituiti, come da accordi, con nuove assunzioni. Eppure nel 2014 Pessina ha acquistato gli impianti dai Rizzo-Bottiglieri per soli 16 milioni di Euro e a zero debiti. La situazione al momento? Noi 84 dipendenti, unici in un tutto il gruppo, abbiamo dimostrato la nostra disponibilità e professionalità concordando a rotazione la cassa integrazione straordinaria (e già venivamo da quella ordinaria). E più la metà dei dipendenti è ultracinquantenne e nel 2024 dovrebbe andare in pensione. Nel frattempo si è parlato tanto, troppo e così non si può andare avanti. Il 26 febbraio incontreremo il Prefetto di Terni per far convocare al più presto un tavolo tecnico con la proprietà: perché dobbiamo capire cosa questa intenda fare. Dobbiamo trovare una soluzione. Anche perché la stagione di massime vendite è alle porte e noi non abbiamo neanche lo stoccaggio minimo”. 

Per un paese con il record mondiale di consumo di acqua in bottiglia, con 221 litri l’anno a persona (e un volume d’affari di circa 10 miliardi di Euro) è una vera tempesta. Nel bicchiere.

agu - 10808

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