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CLARA MOSCHINI

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Ristorazione americana: è l'apocalisse

L'impatto del coronavirus secondo uno studio della National Restaurant Association

Non solo un problema italiano. Secondo uno studio dell'americana  Nra,  National Restaurant Association, negli Stati Uniti l'impatto della pandemia da Covid-19 sarà apocalittico: l'11% degli oltre 4.000 proprietari di ristoranti e operatori intervistati da Nra la scorsa settimana ha dichiarato di prevedere di chiudere definitivamente i battenti entro i prossimi 30 giorni. Il 3% ha dichiarato di averlo già fatto. Se queste cifre fossero applicate all'oltre un milione di ristoranti che secondo l'associazione esistono in America, ciò significherebbe che 30.000 esercizi sono già spariti, e circa 110.000 spariranno nello stesso modo entro il mese. 

Stando sempre allo studio, nei primi 22 giorni di marzo l'industria della ristorazione Usa ha perso intorno ai 25 miliardi di dollari di vendite, e perso oltre tre milioni di posti di lavoro. Ai numeri si aggiunge la visione più che pessimistica dell'analista statunitense del settore Roger Lipton, secondo il quale i più nefasti accadimenti  finanziari degli ultimi cento anni di storia americana, recessione compresa,saranno niente a confronto della crisi che si prospetta. È difficile prevedere quali ristoranti riapriranno e quali rimarranno chiusi per sempre, mentre i prestiti, lgli affitti e le reazioni dei governi saranno questioni in continua evoluzione. Lipton prevede che molte catene di ristorazione in difficoltà non ricorreranno alla protezione della bancarotta prima dell'inizio dell'inverno, non foss'altro per il caos anche in uffici e tribunali. 

Nel 2021 l'industria della ristorazione funzionerà con una serie completamente nuova di regole, afferma ancora l'analista. La misura governativa da $ 2 trilioni per il risarcimento da pandemia costituirà sì una massiccia iniezione di danaro, ma è facile prevedere un periodo di resa dei conti per i principali franchisor, molti dei quali sono già fortemente indebitati e dovranno affrontare una brusca perdita di royalties da parte dei franchisee in difficoltà. A questo punto è impossibile dire quali catene sopravviveranno all'apocalisse della ristorazione. Il periodo di interruzione probabilmente durerà mesi se non anni e le abitudini degli americani probabilmente cambieranno: quel poco che rimarrà del settore dovrà plasmarsi e/o riconvertirsi con nessuna garanzia di riuscita. 

"La buona notizia è che le persone devono mangiare", ha però concluso Lipton. "Alcune aziende lo capiranno. E' chiaro invece il destino delle altre che, per un motivo o per l'altro, non saranno in grado di farlo..." .

SaM - 11311

EFA News - European Food Agency
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