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CLARA MOSCHINI

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Esclusivo: parla il neo presidente di CremonaFiere

Biloni: "Le nostre produzioni zootecniche sono di grande qualità, sicure e oggi anche sostenibili. Made in Italy e Italian style le rendono uniche"

Roberto Biloni è stato eletto poche settimane fa presidente di CremonaFiere. Gli abbiamo chiesto quali sono le prospettive che il settore fieristico, e quello delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona in particolare, in un momento storico tanto delicato e controverso.

Presidente, qual è la sua visione della Fiera del futuro, soprattutto oggi con le conseguenze dettate a livello globale dalla pandemia?

La Fiera del futuro vivrà di esperienze e relazioni e si baserà sull'alta specializzazione, nonché sulla collaborazione sinergica di tutti gli attori del settore: le aziende, gli operatori, le istituzioni, la ricerca. L’emergenza sanitaria legata a Covid19 ha dato un’accelerazione all’utilizzo dei sistemi digitali che la Fiera del futuro userà di più, ma che non saranno sostitutivi bensì al servizio del business. Un ulteriore, fondamentale aspetto legato alla zootecnia riguarda un approccio di maggiore avvicinamento al consumatore che dovrà avvenire puntando alla valorizzazione delle filiere e delle produzioni attraverso la sostenibilità, la sicurezza, la qualità.  Cremona ha tutte le carte in regola per rappresentare egregiamente il modello produttivo nazionale che affonda le sue origini nella tradizione, riuscendo però nel tempo a rinnovarsi e a diventare sempre più sostenibile ed efficiente, fino a imporsi come uno dei migliori a livello internazionale”.

Quali sono i principali driver che guideranno la sua presidenza?

La mia presidenza sarà all'insegna dell'inclusione e della condivisione. Tutti gli interlocutori (privati, istituzioni e associazioni) che vorranno dare il loro contributo per concorrere a una maggiore rappresentatività del settore ed essere più competitivi a livello internazionale saranno benvenuti. Stiamo già predisponendo un programma di iniziative molto concrete che prevedono il coinvolgimento di numerose realtà, partendo com’è giusto che sia da quelle presenti sul territorio particolarmente emblematiche di un sistema di eccellenza.

Quali sono a suo giudizio le potenzialità che la zootecnia italiana e le sue produzioni possono e devono essere sfruttate in termini di innovazione?

Tutto parte dalla storia. Non è possibile scrivere il futuro senza conoscere la storia. La zootecnia moderna affonda le sue radici a Cremona ed è stata contaminata dall'innovazione tecnologica grazie alla visione lungimirante di allevatori e agricoltori illuminati che hanno migliorato gli anelli fondamentali della filiera: dalla genetica all'alimentazione, dal benessere animale alla sostenibilità. Tutto questo ha permesso di ottenere prodotti alimentari sicuri, sempre più sostenibili e di qualità. L'innovazione e la tecnologia sono fondamentali in questo processo, e anche per questo i nostri partner scientifici spaziano da associazioni a enti di ricerca, da istituzioni a università: una rete eccellente e unica a livello internazionale.

Quali sono, se ritiene che esistano, i pericoli che la nostra zootecnia rischia di correre sul terreno della competitività con le realtà estere? E come devono essere fronteggiate?

Più che parlare di pericoli preferisco parlare di opportunità e potenzialità.  Non dobbiamo temere nessuno e nemmeno abbassare la guardia, bensì giocare d'attacco. Le nostre produzioni sono di grande qualità, sicure e oggi anche sostenibili. Caratteristiche dall’elevato valore che, unite al made in Italy e all'Italian style le rendono uniche. È questo il concetto da valorizzare e spiegare perché non possiamo pensare che un marchio forte come il made in Italy ci difenda dagli attacchi internazionali. Quindi qualità, professionalità di tutti gli anelli della filiera, ruolo delle associazioni, tradizione. Sono questi gli elementi alla base del made in Italy che il consumatore nazionale e internazionale deve imparare a riconoscere per apprezzare pienamente le nostre produzioni, distinguerle dalle altre riconoscendone il giusto prezzo.

amo - 12576

EFA News - European Food Agency
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