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Ristoratori/2: coro di reazioni contro Castelli

Fipe, Filera Italia, Apci: indignazione per le dichiarazioni della vice ministra grillina

La Castelli si difende: "Non era un attacco alla categoria"

Domenica di polemiche infuocate sulle frasi pronunciate dalla grillina Laura Castelli, vice ministra dell'Economia, che al Tg2 Post aveva detto che "Se una persona decide di non andare più al ristorante, bisogna aiutare il ristoratore a cambiare attività". 

Secca la replica del Presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani: “La crisi ha modificato stili di vita, modalità di lavoro e modelli di consumo, certo, ma non è invitando gli imprenditori a cercare nuovi modelli di business, guidati dalla creatività, che si aiuta e si salva un settore con oltre 300mila imprese e con più di 1milione di dipendenti. Le infelici dichiarazioni del Viceministro Laura Castelli, in merito allo stato di grave crisi e alle prospettive del settore dei pubblici esercizi, hanno destato stupore e sconforto. Il comparto della ristorazione è storicamente un punto di forza essenziale per l’identità e l’attrattività del nostro Paese, che oltre ai numeri - fatturato, valore aggiunto e occupati - esprime anche grandi valori sociali, culturali, storici e antropologici.  È un settore fondamentale di due filiere strategiche per l’Italia -l’agroalimentare e il turismo- e “rete distributiva della socialità” capace di favorire coesione sociale, benessere, legalità, sicurezza e decoro delle comunità. Per questi motivi non andrebbe sgarbatamente invitato a reinventarsi il modo di proporre la sua offerta, ma tutelato e aiutato a rilanciarsi, rafforzando i provvedimenti governativi di natura emergenziale, sugli indennizzi a fondo perduto, sui temi della liquidità e credito, sugli strumenti di protezione sociale, sulle locazioni commerciali o sulle moratorie fiscali, e, contemporaneamente, attivando politiche governative di visione strategica -unitaria e coordinata- per sfruttarne le inespresse potenzialità come strumento di soft-power per il Paese”.  

“Gravi e irresponsabili”, secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, le esternazioni relative ai gestori di ristoranti rilasciate dalla Vice Ministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. “Oggi il settore della ristorazione dà lavoro a 320.000 famiglie e con fatica, degli 80 miliardi di consumi legati al food service, ha recuperato il 50%” specificano dalla fondazione che riunisce il settore agroalimentare del Made in Italy.  “Tutto serve, tranne consigliare di cambiare lavoro  - prosegue Scordamaglia - esternazioni come queste risultano davvero controproducenti, considerando anche il fatto che nei vari provvedimenti emanati è stata riconosciuta la strategicità del settore agroalimentare ”. E conclude il consigliere delegato “Un’ironia davvero incomprensibile, non dimentichiamo infatti che l'intero comparto agroalimentare, e in particolare filiere d'eccellenza come quella dei vini, dei salumi e dei formaggi, è legato a doppio filo alla ristorazione, una fetta importante della nostra economia e diversi milioni di posti di lavoro”.

Netta anche la reazione del Presidente dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani, Roberto Carcangiu: “Caro vice ministro, scrivo volutamente in minuscolo il suo ruolo, perché le ricordo che il valore delle Istituzioni non nasce per caso, ma viene dato da duro lavoro, etica, anni di storia e non ultimo resilienza. Basterebbe questo a chiudere il discorso. Con la sua frase “ leggera” lei ha ferito le centinaia di migliaia di persone che continuano imperterrite a lavorare, per poter offrire il loro sapere (mi creda non è solo gastronomico). Il comparto è costituito da persone abituate a lavorare 14-15 ore al giorno per poter fare la cosa “giusta”, persone che nonostante tutto credono ancora nella propria voglia di fare nonostante il terreno di gioco sia alquanto accidentato. Vede caro Vice Ministro la ristorazione non è solo chi che le scalda la focaccia la mattina, ma è una filiera articolata che va dai produttori di attrezzature ai fornitori di ogni tipologia di prodotto, e poi indotto, trasporti, scuole, di cui il ristorante non è che l’ultimo anello. La categoria di professionisti che rappresento non ha bisogno di elemosine di sorta e men che meno di assistenzialismi particolari (che appartengono a ben altre categorie), ma di strumenti operativi che possano aiutare gli Italiani (e non solo) a uscire di casa sentendosi, sicuri affinché il nostro Paese possa ritrovare quella che viene a torto o ragione definita normalità”. 

La vice ministra si è difesa in un post su Facebook dove ha accusato i giornali di aver travisato strumentalmente le sue affermazioni. "Quello che ho veramente detto sul tema, e la citazione del ristorante, ovviamente, è un esempio e non un attacco alla categoria, come strumentalmente qualcuno ha voluto far intendere".

Photo gallery Lino Stoppani, Presidente Fipe Roberto Carcangiu, Presidente APCI Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia
agu - 12675

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