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CLARA MOSCHINI

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2019. Vino italiano in Giappone: +17% in volume e +7% in valore

Nell'anno l'Italia terza dopo Francia e Spagna

Dalla classifica relativa alle importazioni di bevande alcoliche redatta annualmente dalla testata di settore Shokuhin Sangyo Shimbun sulla base dei dati rilasciati dal ministero delle finanze giapponese, risulta che nel 2019 le importazioni di alcolici in Giappone solo diminuite del 2% in volume e cresciute del 4% in valore rispetto all’anno precedente. 

Nel 2019 di cruciale importanza per il settore è stata l’entrata in vigore dell’EPA - Accordo di Partenariato Economico tra l’Unione Europea e il Giappone – avvenuta il primo febbraio. Dopo di questa, il mercato giapponese del vino - dominato dalle importazioni cilene - ha assistito ad un improvviso spostamento di interesse verso i vini europei, ed in particolare verso quelli dei Paesi produttori tradizionali quali Francia, Italia e Spagna. Come Paese fornitore di vino, il Cile è al primo posto con 47, 2 milioni di litri (- 8% rispetto al 2018), e un valore di 15,2 miliardi di yen (-6%). L’Italia, al terzo posto dopo la Francia, ha registrato un volume di 35,5 milioni di litri importati (+17%) per un valore di 18 miliardi di yen (+7%). Anche i vini frizzanti hanno ottenuto elevati benefici dall’eliminazione dei dazi doganali, registrando un aumento del 20%. 

La classifica delle importazioni di vini frizzanti dall’Europa, vede la Francia al primo posto, la Spagna al secondo e l’Italia in terza posizione. In questo segmento, l’Italia ha registrato una crescita annua del volume pari al 27%, e del valore pari al 11%. Ciò significa che sono aumentate le importazioni di prodotti di prezzo medio più basso. Ne ha parlato ieri Ice da Tokyo.

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EFA News - European Food Agency
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