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CLARA MOSCHINI

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Allevamenti inquinanti, la scure della Commissione UE

Risposta a un'interrogazione sulla situazione in Lombardia

Risposta di Janusz Wojciechowski a nome della Commissione europea (12.8.2020).

1. La legislazione ambientale e agricola europea stabilisce norme da applicare alle aziende zootecniche per evitare un impatto negativo sull'ambiente. A dare attuazione a tali disposizioni di legge sono gli Stati membri che dispongono della flessibilità necessaria per adeguarle al contesto nazionale e locale. Le autorizzazioni per la realizzazione di impianti di allevamento di animali possono essere rilasciate soltanto dalle autorità nazionali o locali. 

2. Gli agricoltori che attualmente beneficiano dei pagamenti della politica agricola comune (PAC) sono soggetti agli obblighi in materia di condizionalità. L'agricoltore che risulti non aver rispettato pienamente una serie di disposizioni normative in materia di ambiente/clima e di salute degli animali e delle piante (ad esempio la direttiva sui nitrati) subirà una riduzione dei pagamenti CAP, in funzione della gravità dell'infrazione. Nella proposta della Commissione sulla PAC si introduce la "condizionalità rafforzata" che potenzia la condizionalità. La Commissione ritiene che la futura PAC permetterà di realizzare gli obiettivi del Green Deal. La Commissione collaborerà con gli Stati membri e i portatori di interesse per garantire che i piani strategici nazionali per l'agricoltura rispecchino pienamente gli obiettivi del Green Deal e le strategie correlate. 

3. Ai sensi della direttiva sui nitrati, la Commissione concede autorizzazioni per l'impiego di quantitativi di effluenti di allevamento superiori a 170 kg di azoto per ettaro all'anno solo se ciò non comporta un deterioramento della qualità dell'acqua. La Lombardia ha beneficiato di tale deroga fino al 31.12.2019. La direttiva deve essere correttamente attuata, in particolare per quanto riguarda la designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e le misure incluse nei programmi d'azione. La Commissione ha attualmente avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per non aver attuato correttamente la direttiva e la Regione Lombardia è interessata da tale infrazione.



Di seguito l'interrogazione dell'on. Eleonora Evi, (NI) del 16/6/2020.

Oggetto: Finanziamenti della PAC ad allevamenti intensivi inquinanti in Lombardia

Un comune su dieci in Lombardia è a rischio di inquinamento a causa degli allevamenti intensivi, responsabili della saturazione della capacità del suolo di assorbire l'azoto derivato dalle deiezioni dei capi. Secondo i dati della Regione Lombardia, sono ben 168 i comuni dove nel 2018 si è superato il limite annuo di azoto per ettaro. Ciononostante, degli oltre 250 milioni di EUR di cui nel 2018 hanno beneficiato gli allevamenti lombardi tramite la politica agricola comune (PAC) ben 120 milioni sono stati ottenuti da aziende agricole situate nei succitati 168 comuni e dunque corresponsabili per gli sforamenti dei limiti di azoto degli stessi (1) .

Tanto detto, può la Commissione far sapere:

1. se intende favorire una riduzione dell'attività zootecnica in Lombardia e una transizione verso attività agricole più sostenibili, anche nell'ambito delle raccomandazioni che la Commissione formulerà per i piani strategici della PAC;

2. come intende favorire una maggiore condizionalità ambientale nell'erogazione dei fondi della PAC, coerentemente con gli obiettivi del Green Deal europeo;

3. se intende assicurare una piena attuazione della direttiva relativa ai nitrati (91/676/CEE), negando qualsiasi concessione alla Regione Lombardia, in particolare con riferimento alla deroga richiesta dalla stessa riguardo l'innalzamento del limite allo spandimento?

(1) https://attivati.greenpeace.it/petizioni/allevamenti-intensivi-lombardia/

red - 12969

EFA News - European Food Agency
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