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Asta vini dell'Enoteca Pinchiorri: un grosso equivoco da chiarire

Smentisce la stampa il patron Giorgio, mentre prepara il prestigioso evento con Zachys

Nella sessione del 12 settembre a Londra, con una delle case d’asta più prestigiose saranno all'incanto alcuni dei vini più pregiati al mondo, provenienti dalla “Enoteca Pinchiorri, the legendary cellar”

La notizia della prestigiosa asta che vede il debutto europeo della famosissima casa d'aste americana Zachys "sta creando qualche equivoco anche nella stampa, per questo ho deciso di pubblicare due righe allo scopo di fare chiarezza": esordisce così in un post sui social Giorgio Pinchiorri, titolare della nota omonima enoteca-ristorante di Firenze, cercando di far chiarezza circa la errata interpretazione  di quanto recentemente dichiarato in un'intervista. I titoli sono forti, del genere "Pinchiorri mette all'asta i vini per pagare i dipendenti" a causa della crisi dovuta alla pandemia.

Precisa il patron: "Come in tutte le storie, ci sono stati momenti dove il destino ci ha messo a dura prova: l'incendio della cantina nel 1992, la perdita della terza stella Michelin nel 1994 (riconquistata nel 2004, con l'orgoglio di essere stati fino da oggi l'unico caso nella storia della guida), la crisi finanziaria pesantissima del 2008, e poi nel 2020 questa bestiaccia del Covid-19, arrivata per assurdo dopo la stagione più importante dell'Enoteca, quella appunto del 2019. Oggi però l'Enoteca continua ad esserci e credo a distinguersi per tre cose: la cucina con Riccardo, il servizio con Alessandro ed i vini, dove con Ivano continuo a fare quello che ho sempre fatto dal 1972, ovvero li compro (tanti) e li vendo...è la mia vita. Il Covid-19 di colpe ne ha tante, ma non diamogli quelle poche, pochissime che non ha, e mi riferisco a quello che ho letto su alcuni giornali, per i quali è a causa del virus se ho messo all'asta alcune migliaia di bottiglie dell'Enoteca".

Proseguendo nella lettura: "Anche un astemio potrebbe immaginare che organizzare un'asta di vini come questa, tra le più importanti mai organizzate, richieda mesi e mesi solo per capire quali vini scegliere, quanti e a quanto. Ad inizio 2019 abbiamo pensato a due grandi eventi che potessero rimanere nella storia del vino e che potessero portare valore al nome dell'Enoteca, a quello che ha rappresentato e a quello che rappresenta. Il Covid-19, almeno in questo caso, non c'entra nulla".

Nelle intenzioni di Pinchiorri dunque, quello di settembre è un evento che "potrebbe rimanere nella storia del vino", preparato con grande cura fin da prima del manifestarsi del Covid-19. All'incanto bottiglie straordinarie: a partire dalle etichette italiane, troviamo due Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno 1978, una 15 litri di Masseto 2014 e 12 bottiglie di Solaia 2015 di Antinori. E, passando ai vini d'oltralpe, nella storica Borgogna, possiamo citare due Romanée-Conti Domaine de la Romanée-Conti 1990 e due magnum di Vosne-Romanée Cros-Parantoux Reserve Henri Jayer 1999. Un'offerta che include anche Coche-Dury, Rouget, Dujac, Ramonet, Leflaive, Jayer, Liger-Belair, DRC, the First Growths, Pétrus back to the 1920s, Le Pin, Yquem back to the 1920s, Masseto, Ornellaia, Krug, Chave: una straordinaria collezione di eau de vie in un bellissimo vetro di Murano soffiato a mano e molte, molte altre gemme. 

Un totale di 2.250 bottiglie dalle quali per l'enologo Pinchiorri è stata dura separarsi. Un  tesoro che verrà suddiviso in 864 lotti.

La sessione d'asta del 12 settembre a Londra sarà interamente dedicata a questi vini e si chiamerà  “Enoteca Pinchiorri, the legendary cellar” (“La leggendaria cantina”): valore di base, 2 milioni di Euro.

Alleghiamo in basso a questa EFA News il messaggio originale postato da Pinchiorri sui social.

Photo gallery Il post di Giorgio Pinchiorri sui social
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EFA News - European Food Agency
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