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CLARA MOSCHINI

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Al via il progetto per la tracciabilità dei manufatti compostabili

L'iniziativa nasce dalla partnership tra Saes Coated Films e Novamont

Vantaggi per gli impianti di compostaggio, che potranno eliminare già in ingresso i materiali non idonei conferiti con l’organico, e garanzia di maggior qualità e sicurezza del compost.

Un ulteriore traguardo per la partnership tra Saes Coated Films, azienda del Gruppo Saes che progetta e produce film a barriera rivestiti con tecnologie a base d’acqua, e Novamont, leader nella produzione di bioplastiche e bioprodotti. Dopo aver introdotto sul mercato il packaging alimentare compostabile con effetto alta barriera a ossigeno e vapor acqueo, in grado di compostare in soli 45 giorni, le due società hanno presentato il nuovo progetto finalizzato a risolvere il problema del conferimento agli impianti di compostaggio di manufatti non idonei. Il progetto è incentrato sulla messa a punto di speciali marker, destinati ad essere inseriti all’interno del biopolimero Mater-Bi.

Una volta colpiti da raggi UV emessi da un detector, questi marker rilasceranno un segnale ottico grazie al quale sarà possibile l’identificazione dei materiali idonei al compostaggio. Un macchinario appositamente sviluppato opererà una selezione automatica dei manufatti compostabili, estromettendo dal flusso in ingresso quelli contaminanti perché non compostabili. Un’innovazione di fondamentale importanza per gli impianti di compostaggio industriale che potranno beneficiare di una maggiore efficienza di processo e dell’abbattimento dei costi legati alla presenza di manufatti non a norma, oltre a poter garantire una maggiore purezza del compost.

L’annuncio è stato dato nel corso del workshop “Ripartire bene: la sostenibilità e l’innovazione come risposta all’emergenza” nell’ambito di Cibus Forum di Fiere di Parma, al quale Saes Coated Films e Novamont hanno partecipato assieme ai partner di filiera Flexible Packaging Hub di IMA, progettisti e produttori di macchine per il confezionamento con film flessibile, Sacchital, specialisti in eco-packaging, e Ticinoplast, esperti nell’estrusione in bolla di film.

Derivate da materie prime di origine vegetale e ideali per sostituire imballaggi multistrato non riciclabili o contaminati da residui di alimenti, le soluzioni per il packaging messe a punto da Novamont e Saes Group in collaborazione con Flexible Packaging Hub di IMA, Sacchital e Ticinoplast sono in grado di chiudere il cerchio dell’economia. Attraverso il compostaggio industriale, infatti, evitano lo smaltimento in discarica e contribuiscono alla creazione di compost di qualità, un alleato per combattere la desertificazione e l’erosione dei suoli.

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