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CLARA MOSCHINI

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Corea del Nord: il 60% della popolazione rischia la fame

David Beasley, capo del Pam chiede un finanziamento per affrontare la crisi alimentare nordcoreana

Stringenti misure di contenimento causa Covid-19 ed un netto calo dei finanziamenti, mettono in ginocchio l'economia già abbondantemente a rischio del Nord Korea. Ora più che mai la crisi alimentare affligge gran parte della popolazione, tanto da spingere il capo del Programma alimentare mondiale (Pam) David Beasley, a fare un appello internazionale di assistenza umanitaria. Durante il forum Korea Global Forum for Peace, organizzato annualmente dal ministero dell'Unificazione di Seoul, il direttore generale del WFP, ha espresso chiaramente la sua fiducia nella cooperazione tra tutti gli stati ed ha invitato a metterla in pratica: "Ho fiducia che la cooperazione internazionale sia la chiave che potrà sbloccare un futuro più luminoso per i bambini in Repubblica democratica popolare di Corea (Corea del Nord). Questa è la nostra opportunità di creare il mondo migliore che tutti vogliamo vedere". 

Oggi le condizioni di vita della popolazione civile in Corea del Nord si fanno sempre più gravi, basti pensare che il 60% dei nord coreani rischia giornalmente la fame. 

L'Ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, nella sua ultima relazione annuale, aveva già evidenziato la carenza di cibo e medicinali essenziali, il tutto accompagnato da un repentino calo del mercato del lavoro. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 10.4 milioni di persone in Nord Korea hanno un'urgente bisogno di specifici programmi assistenziali, con particolare attenzione a donne e bambini. 

A peggiorare tale situazione è stata la pandemia, che ha contribuito ad isolare il Paese più di quanto non lo fosse già. Le restrizioni preventive rendono difficile l'accesso in Nord Korea alle organizzazioni umanitarie internazionali. Dal 1995 a Pyongyang ed in altre città nordcoreane, hanno sede gli uffici dell'ONU: "Lo staff Onu, anche se a ranghi ridotti, e quasi l'unico rimasto ora in Corea del Nord. La sua presenza continuata è critica non solo al fine di dare assistenza, ma per il contatto con il governo", ha commentato Beasley

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EFA News - European Food Agency
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