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CLARA MOSCHINI

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Nuova Pac: l'ortofrutta dovrà attendere ancora due anni

Forum a Macfrut Digital: spunti su tempistiche, finanziamenti, ruolo dei territori e della sostenibilità ambientale

La riforma della Pac sembra ormai essere alle battute conclusive, e il 1 gennaio 2023 è la probabile data annunciata da Felice Assenza della Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione Europea del Mipaf. L'intervento di Assenza è avvenuto durante il Forum online organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e Apt (“La futura Pac per l’ortofrutta”) nell’ambito della seconda giornata di Macfrut Digital, ed ha messo in luce diversi nodi da dover ancora sciogliere sul piano negoziale. Di fatti Assenza ha specificato che per spostarci definitivamente dal vecchio al nuovo sistema sono necessari almeno altri 2 anni di normative e questioni burocratiche. 

A coordinare l'incontro è stato Valtiero Mazzotti direttore generale dell’Assessorato Agricoltura Caccia e pesca della Emilia Romagna, un territorio con 116.000 ettari coltivati a ortofrutta. E' intervenuto Paolo De Castro vicepresidente della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, il quale ha sottolineato che il Recovery fund prevede certamente delle risorse spese per l'agricoltura, ma in misura minore rispetto a quanto era stato indicato in precedenza. De Casto ha poi ricordato la modifica dell'innalzamento del 70% della quota di cofinanziamento delle imprese, effettuata in seguito all'emergenza sanitaria. 

E' poi intervenuto Federico Sgarbi coordinatore di Agriregion, sostenendo che: "il rischio di un forte accentramento della Pac e la conseguente riduzione dell’intervento delle regioni come proposto dalla Commissione Europea, taglia il rapporto con i territori che devono invece essere associati alla definizione dei Piani strategici”. Sulla stessa linea anche Simona Caselli presidente di Areflh, Assemblea delle Regioni europee frutticole, orticole e floricole. Caselli nel suo intervento ha messo in luce le strategie e gli obiettivi di Farm to Fork, quali una produzione più sostenibile, la riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi, riduzione dei rifiuti, riduzione dello spreco alimentare, più consumo di alimenti provenienti dal settore dell'ortofrutta e riduzione della plastica. 

"Si parla di biologico ma servono supporti alla commercializzazione, tecniche innovative per le quali occorrono ulteriori aiuti. Siamo di fronte a risorse sostanzialmente costanti considerati anche i 7 miliardi e mezzo del Recovery Fund con obiettivi sempre crescenti: per questo il problema dei finanziamenti è prioritario”, ha concluso Caselli.

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EFA News - European Food Agency
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