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CLARA MOSCHINI

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Lo Champagne brinda con la vendemmia 2020

Anno da incorniciare grazie alle condizioni climatiche

Iniziata il 17 agosto, la vendemmia più precoce della storia della Champagne sta giungendo al termine con risultati eccezionali. Il 2020 completa infatti una trilogia notevole: come nel 2018 e nel 2019, le condizioni climatiche hanno offerto una vendemmia di altissima qualità, la prima delle condizioni per elaborare grandi vini. L'inizio dell'anno è stato particolarmente piovoso, con il febbraio più umido mai registrato. Il caldo e la siccità sono iniziati da metà marzo e la vite ha iniziato a germogliare 16 giorni prima della media decennale; un vantaggio che non andrà perso, registrando anche una dinamica di maturazione eccezionalmente veloce nella settimana prima della vendemmia.

Mentre l'anno scorso è stato battuto il record di temperatura (42,9°C), quest'anno è stato il mese di luglio a essere il più secco della storia. A causa della siccità, i grappoli sono al di sotto della media per il peso, ma in ottimo stato sanitario. I mosti sono ben equilibrati, fruttati, hanno una bella freschezza e una grande espressione aromatica; il grado alcolico è compreso tra i 10 e i 10,5% vol.

Data la resa massima limitata a 8.000 kg/ha, la vendemmia è stata effettuata, su base individuale, un po' più velocemente del solito, ma è stata ripartita su un periodo normale di circa tre settimane, data l'eterogeneità di maturazione tra le annate e tra i vitigni. La degustazione degli acini e dei vinaccioli e l'analisi del contenuto zuccherino dell'uva hanno permesso a ogni viticoltore di adattare l'inizio della vendemmia e di ottimizzare il suo ciclo di raccolta dell'uva, appezzamento per appezzamento, a maturazione ottimale.

agu - 13337

EFA News - European Food Agency
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