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CLARA MOSCHINI

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Petti: serve sostegno dalle istituzioni toscane e collaborazione dalla gdo

L'azienda segnala aumento della materia prima e dei costi di produzione a causa del lockdown

Italian Food, azienda toscana del Gruppo Petti, che produce e commercializza l’omonimo brand di conserve di pomodoro, ha quasi terminato la sua campagna di pomodoro fresco, non senza affrontare diverse difficoltà dovute alla crisi pandemica. Pasquale Petti, direttore generale di Italian Food, in una nota chiede pubblicamente l’attenzione delle istituzioni locali per garantire un futuro più sicuro al pomodoro toscano. Alla base di tale richiesta c'è l’aumento della materia prima e gli incrementi dei costi di produzione generati anche dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria nazionale e del lockdown di primavera.

Nel suo appello, il dg racconta come occorra sensibilizzare la grande distribuzione organizzata affinché accolga positivamente il prossimo aumento inevitabile dei prezzi di listino. Si dice essere soddisfatto dei risultati della raccolta 2020 in termini di quantità di pomodoro lavorato, che è aumenta del 20% rispetto al 2019, nonostante una chiusura anticipata della produzione da pomodoro fresco. "Quest’ultimo mese di campagna ha registrato un forte calo della resa per ettaro, sia a causa dell’abbassamento stagionale delle temperature con conseguente calo della maturazione, sia a causa di una minore quantità di trapianti programmati per la raccolta di questo mese", aggiunge Petti. Il sud Italia ha avuto una stagione di raccolta decisamente sofferta; questo costituisce una minaccia e una sfida per l'azienda toscana, impegnata a contrastare le numerose offerte che arrivano da altri regioni. "Affinché gli agricoltori continuino a conferire il pomodoro toscano alla italian food, stiamo arrivando a pagare un prezzo molto elevato, laddove già l’aumento del costo della materia prima in Toscana è stato del 20% rispetto al 2019", commenta ancora. 

L'azienda chiede il sostegno della regione Toscana e delle istituzioni locali per riprendere al più presto il tavolo delle trattative e arrivare a supportare concretamente l’intero comparto e il suo importante indotto sul territorio, sia con l’implementazione di infrastrutture adeguate per l’irrigazione e gli impianti di produzione, sia con gli accordi per la chiusura della filiera a tutela delle aziende agricole.

"Confidiamo nella massima collaborazione da parte del nuovo assetto del Consiglio regionale, perché solo così potremo aspirare a fare affidamento in futuro su un prezzo certo ed equo della materia prima, che possa coprire i costi di coltivazione e raccolta, e consentire alle industrie di trasformazione di essere più competitive sul mercato", conclude il dg.

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EFA News - European Food Agency
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