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CLARA MOSCHINI

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Wine Destinations, mezzo per la ripresa del turismo italiano

Trasformare cantine e denominazioni del vino in attrattori per i turisti

Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata "Cantine Aperte", sostiene che differentemente da quanto accaduto nelle città d'arte italiane, completamente svuotate nell'estate 2020, le destinazioni aventi il vino come protagonista hanno ricevuto un'affluenza maggiore nonostante l'emergenza sanitaria. Wine destinations come Barolo e Montalcino, hanno richiamato visitatori dall’Italia e dall’estero e, potrebbero essere d'aiuto per rimettere in piedi il settore del turismo italiano.

In un momento in cui il Covid non ha favorito la fruizione di mostre e musei, teatri e monumenti d’arte e l'organizzazione di eventi al chiuso "bisogna che le grandi bottiglie ed i loro luoghi di produzione diventino molto più visibili, acquisendo spazio e rilevanza nei siti ufficiali del turismo dove attualmente sembrano desaparecidos", commenta Colombini. "Devono diventare delle vere rockstar: Chianti, Prosecco e vini dell’Etna per esempio, sono calamite turistiche più potenti del museo dell’accademia, di palazzo vecchio o della cattedrale di Monreale".  Secondo la portabandiera dell'enoturismo italiano sarebbe opportuno che il Governo mostrasse questi prodotti on line, in Tv, facendoli raccontare per radio e spingendoli con B2B e press tour. "L’economia italiana ha bisogno del turismo e il turismo italiano può e deve tornare forte, ma per farlo ha bisogno del vino per recuperare slancio. Sono certa che i produttori italiani siano pronti ad affrontare e vincere questa grande sfida”, conclude.

In base ai dati Enit 2020, in Italia ci sono 25-30.000 aziende enologiche aperte al pubblico di cui il 96% con punto vendita, visita guidata e degustazione e circa 8.000 con una vera organizzazione per la wine hospitality. Il settore potrebbe rappresentate il giusto mezzo per la ripartenza del paese, e come suggerisce Colombini, per farlo è necessario l'aiuto dei vignaioli italiani, che devono accogliere i turisti anche la domenica e raccontare la propria storia in italiano e inglese. 

I dati dell'osservatorio della reale mutua rivelano quanto il turismo del vino entusiasmi anche gli italiani: il 38% desidera fare un’esperienza enoturistica in patria; il 41% vede il vino come la punta di diamante del made in Italy, il 37% si ritiene appassionato di vino e il 41% lo reputa emblema di convivialità.

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EFA News - European Food Agency
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