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CLARA MOSCHINI

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Audizioni: "il Pnrr dovrà avere un cuore agricolo"

Bellanova sulla Strategia Nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell'Acquacoltura

Secondo la titolare del Mipaaf, ascoltata ieri in auduzione in Commissione Agricoltura alla Camera, le parole chiave sono: visione, coraggio, scommessa, e soprattutto rigenerazione

"Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  dovrà avere, assolutamente, un cuore agricolo": così il ministro Teresa Bellanova nell'audizione in Commissione Agricoltura  alla Camera per  illustrare  il lavoro svolto nelle ultime settimane, finalizzato alla definizione delle priorità agricole del PNRR. Parole chiave: visione, coraggio, scommessa,  e soprattutto  rigenerazione.

"Nessuno sviluppo sostenibile si può  immaginare senza garantire al settore Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell'acquacoltura la centralità che merita e ad agricoltori, allevatori e pescatori la giusta tutela del reddito", ha proseguito il ministro. "Il che obbliga automaticamente tutti noi a scommettere sull'ammodernamento dei sistemi di produzione di questo settore come delle reti logistiche, sul sistema della qualità territoriale che non può prescindere dall'agricoltura e dalla tutela e valorizzazione della biodiversità come dal contrasto al dissesto idrogeologico o da una nuova vita per le aree interne anche in termini di  infrastrutturazione materiale e immateriale."

"Sei le priorità su cui stiamo lavorando", ha scandito Bellanova: proposte in grado di intercettare gli obiettivi strategici contenuti nei diversi documenti di indirizzo e programmazione elaborati dalla Commissione europea, come il "Green deal", "Farm to Fork", "Biodiversità" e le proposte di riforma della PAC post 2020, caratterizzate dal cosiddetto "New delivery model"; proposte complementari e sinergiche a quelle che saranno inserite dalle Regioni nell'ambito dei futuri Programmi di sviluppo rurale; proposte che non potranno essere inserite nei futuri Programmi di sviluppo rurale, in quanto di rilevanza nazionale o sovra regionale o perché difficilmente finanziabili, se non in tempi lunghissimi; proposte in grado di affrontare e risolvere carenze strutturali storiche e di imprimere un impulso decisivo allo sviluppo economico del settore; proposte concrete ed innovative in grado di essere realizzate in tempi compatibili con quelli strettissimi che saranno imposti dalle regole comunitarie; proposte in grado di incidere in maniera permanente sull'economia e sull'occupazione dei settori a monte e a valle di ciascun investimento..

Dunque "un'agricoltura che diviene paradigma di un modello di sviluppo e una strategia fortemente coerente proprio con quelle premesse che l'Europa pone a fondamento dell'utilizzo delle risorse del Recovery Fund".

Dunque competitività del sistema alimentare; produzione energetica da fonti rinnovabili e al tempo stesso riduzione delle emissioni e miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi; miglioramento della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico: sono questi i tre grandi macro-obiettivi in cui è declinata la complessa visione strategica che guideranno la Rigenerazione del sistema agricolo e alimentare nel nostro Paese. L'occasione offerta dal Recovery non può essere sprecata, ha ancora sottolineato Bellanova. "Più e più volte in questi mesi ho parlato di Filiera della vita, rimarcando l'enorme contributo garantito da questo straordinario segmento al Paese nei mesi della pandemia e sottolineando la evidente coincidenza tra strategicità del settore e interesse nazionale. In termini produttivi ed economici, e in termini di sovranità, qualità e sicurezza alimentare, garanzia degli approvvigionamenti, diritto al cibo, e al cibo di qualità, per tutti, tutela e salvaguardia del territorio, del paesaggio, di risorse naturali preziosissime non rinnovabili come suolo, acqua, aria. La Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell'acquacoltura coglie per l'esattezza questi snodi e li dispiega. Il nostro contributo al PNRR si declina dunque con un impianto strategico ancorato a tre parole chiave: visione, coraggio, scommessa, indicando una vera e propria policy per garantire al sistema agroalimentare nazionale quelle leve che lo possano sostenere nel riposizionamento evidenziando una semplice verità: futuro verde e agricoltura sono strettamente interconnessi".

"Abbiamo elaborato un parco progetti per un ammontare di circa 17 miliardi di euro. Altre proposte sono invece confluite nelle schede progettuali di cui sono capofila altri ministeri, come quello sulla banda larga nelle aree rurali, capofila Mise, quello sul recupero dei borghi rurali, capofila Mibact, quello sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini, capofila ministero dell'innovazione, quello sui progetti di osservazione della terra, capofila Presidenza del Consiglio. Una trasversalità e una connessione non casuali", ha tenuto ad evidenziare la titolare del Mipaaf, "perché l'interconnessione tra i quadri di conoscenza e tra i relativi programmi è condizione essenziale della bontà e realizzabilità del Piano più complessivamente intenso". 

CTim - 13564

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